AI GIFFONI MOVIE DAYS – SAN DONA’ DI PIAVE “YOUTOPIA” E “SUCCEDE” RACCONTANO LA SENSIBILITÀ E DELICATEZZA DELL’ADOLESCENZA

“Giffoni è una figata, ne sento parlare sempre con grande entusiasmo e mi auguro di esserci il prossimo luglio. Voglio incontrare i ragazzi, ascoltare le loro domande e raccontargli la mia esperienza. In fondo siamo coetanei!”. Matilda De Angelis, la ventiduenne bolognese consacrata al grande schermo con “Veloce come il vento” di Matteo Rovere, ha inaugurato con queste parole il secondo appuntamento dei “Giffoni MOVIE DAYS – San Donà di Piave”, le giornate di cinema per la scuola ideate e proposte da Giffoni Experience. Ad accoglierla sono stati oltre 500 studenti veneti provenienti dagli istituti secondari di II grado del territorio: un abbraccio simbolico quello tra la De Angelis e la sala che l’ha inondata di domande e riflessioni.

“Il talento fine a se stesso non significa niente”, ha spiegato alla platea durante la sua Masterclass sull’Acting. “Da un certo punto di vista il lavoro dell’attore è istintivo e animale, ma è anche necessario andare a fondo su alcune tematiche, informarsi, studiare, quanto meno per tutelarsi”. E proprio lo studio ha contraddistinto l’ultimo lavoro di cui la De Angelis è protagonista: “Youtopia”, il nuovo film di Berardo Carboni, nelle sale dal prossimo 25 aprile distribuito da Koch Media, di cui il giovane pubblico di San Donà di Piave ha potuto vedere in anteprima alcune clip. “I personaggi per essere più tridimensionali possibili devono avere un’infanzia – ha raccontato ai ragazzi – per Youtopia ho dovuto imparare ad abitare il personaggio. Ho lavorato molto dal punto di vista fisico prendendo confidenza con il mio corpo, con la nudità”.

L’opera tocca corde delicate e al tempo stesso complesse: sette miliardi di persone, ogni giorno, desiderano quello che non hanno. Ernesto (Alessandro Haber), un farmacista di 60 anni, sposato con un figlio, è convinto che la felicità si misuri con il possesso. E nonostante abbia già moltissimo, è insoddisfatto. Alla continua ricerca di evasione Ernesto alterna la routine della vita famigliare con squallidi incontri notturni. Laura (Donatella Finocchiaro) è una donna di 44 anni che aspira a quell’ideale di vita patinata come si racconta in TV: luccicante e serena. Si ritrova invece senza lavoro, con un mutuo che fatica a pagare e una figlia di 18 anni, Matilde (Matilda De Angelis), da mantenere. Matilde, per sfuggire a una realtà che non le permette di avere quello che desidera, si rifugia nel web. Qui scopre un mondo a parte e una scorciatoia per facili guadagni: utilizzare il proprio corpo e spogliarsi davanti alla  webcam. La ragazza viene a conoscenza delle molteplici difficoltà economiche della madre e si offre di aiutarla raccontandole di come abbia messo da parte i soldi. Il loro rapporto si stravolge così per sempre, anche perché gli spogliarelli non sono sufficienti a coprire i debiti e la perdita della casa è una possibilità sempre più concreta per Laura e Matilde. La ragazza decide così, con il consenso sofferto e disperato della madre, di indire un’asta online per vendere la propria verginità. Ernesto, nella sua costante ricerca di forti emozioni e di nuove “cose” da possedere, riesce ad aggiudicarsela. Matilde per lui rappresenta la trasgressione estrema, ma anche l’idea di poter comprare la purezza. I mondi di Ernesto, Matilde e Laura si incroceranno indissolubilmente.

“Io e il personaggio di Matilde non ci somigliamo affatto – ha raccontato – ci accomuna solo il forte senso di indipendenza che lei manifesta molto diversamente da me. È stato un lavoro difficile metterla in scena, ho dovuto costruire tanto. È stato sicuramente un set molto stressante e non particolarmente divertente ma sono anche stata fortunata. Donatella Finocchiaro è un’attrice che dà tanto e non ti recita mai addosso, anzi favorisce l’interpretazione dell’altro”. Poi ha aggiunto: “Youtopia in realtà è un omaggio all’amore romantico, è l’invito a capire che non esiste altra realtà se non quella contenuta in noi”.

Ad arricchire la giornata anche lo special screening di “Succede”di Francesca Mazzoleni. Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Sofia Viscardi e già in tutte le sale dal 5 Aprile, è prodotto da Warner Bros Entertainment ItaliaIndigo FilmRoman Citizen in collaborazione con Show Reel. A discutere dell’opera con i ragazzi sono stati i protagonisti Margherita Morchio e Matteo Oscar Giuggioli, la regista Francesca Mazzoleni e l’autrice Sofia Viscardi.

“Succede” è l’intenso diario delle emozioni, delle sensazioni, dei sentimenti di Margherita (Meg) e dei suoi amici, quattro adolescenti che condividono tutto: l’alba milanese, un rifugio segreto sul tetto, le sneakers blu, la camicia di jeans, la musica nelle cuffie, la scuola e i primi baci. Una storia di amore e amicizia in quel particolare momento della vita che è l’adolescenza, quando ogni evento è di estrema importanza, ogni emozione è assoluta, dove il passato e il futuro non hanno posto, solo il presente esiste ed ha importanza.

Sofia non aveva nessun timore che la sua storia venisse snaturata, perché si è creato fin da subito il feeling giusto sia con la casa di produzione del film, sia con la regista, che con “Succede” firma la sua opera prima. “Non avevo la necessità che il libro diventasse un film – spiega –  volevo che venisse rispettato e Indigo ha capito la mia esigenza. E’ sempre stata una condivisione di tutto, mi hanno sempre resa partecipe amichevolmente”.

Nemmeno sugli attori ha voluto interferire troppo: “Ho dato delle indicazioni prima, ma è stata la regista che ha trovato questi due gioielli”. I gioielli sono Margherita e Matteo, che vedevano spesso sul set l’autrice: “Non era una presenza ingombrante, anzi. Aveva sempre gli occhi a cuoricino”, ha confessato la giovanissima attrice. Entrambi i ragazzi protagonisti di “Succede”, ancora impegnati tra i banchi di scuola, hanno raccontato con passione la loro prima esperienza sul grane schermo: “E’ stato sicuramente divertente prestare il volto a personaggi contenuti in un libro, il risultato è fedele ma arricchito di tanti particolari. Non tradisce la storia, aggiunge solo molti dettagli”.

Entusiasta anche la giovanissima regista: “La sfida era proporre un racconto teen ma al tempo stesso sincero. Il messaggio che pensavamo di lanciare era che si può vivere anche un momento traumatico ma salvando i momenti belli – e ha concluso – per me è stato un esperimento, quando metti in scena la trasposizione di un libro ti si apre un mondo. In “Succede” ho trovato degli agganci emotivi molto forti, capaci di riportarmi alla mia adolescenza”.