Auci e gli Indipendenti per l’Italia: “Lista con Montezemolo per fare Monti bis”

ROMA – Ernesto Auci, giornalista ex amministratore delegato del Sole24Ore e della Stampa e ora editore della testata First Online, si è messo in testa di fare politica. Anche lui, come Casini, dopo Monti vuole solo Monti. Insieme a un gruppo di professionisti ha dato vita agli “Indipendenti per l’Italia”, un movimento che intende dare legittimazione politica a un ipotetico Monti bis, dopo il voto del 2013.

L’obiettivo è quello di sostenere un secondo mandato del premier, proprio ora che il diretto interessato, intervistato dal Washington Post, non sembra escluderlo perché “preoccupato per il ritorno della politica che rischierebbe di vanificare gli sforzi di risanamento” compiuti dalla sua squadra di tecnici.


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Auci e colleghi si definiscono”persone libere non impegnate in politica”: nessuno di loro infatti proviene dalla politica tradizionale. “Siamo giornalisti, imprenditori, dirigenti d’azienda, professori universitari che intendono dare un contributo”, spiega. E proprio per questo, “pensiamo a un gruppo che si richiami all’esperienza Monti per continuare su quella strada”. Dal governo dei prof a quello sostenuto dai professionisti, perché a scaldare il seggio parlamentare senza togliere forza ai tecnici di governo ci penserebbero loro. Intervistato dal Fatto Quotidiano, Auci confessa di doverne “ancora parlare con lui”, ma tanto “non serve”, Monti è già senatore a vita non è necessario che sia capolista.

Gli indipendenti di Auci hanno già chiacchierato con i responsabili di Italia Futura, di Montezemolo, con il movimento “Fermare il declino” di Oscar Giannino e con i liberali di Musso. “Ma è chiaro – spiega al Corriere – che per arrivare al passo politico bisogna darsi un’organizzazione stabile. O ci si mette insieme, oppure le singole sigle si limiteranno a fare testimonianza seminariale”.

Auci fa un po’ i conti senza l’oste, ma i numeri sono dalla sua: “Stando ai sondaggi i partiti tradizionali arriverebbero, messi insieme al 25-30%. Tutto il resto è scoperto e noi abbiamo l’ambizione di riempire in parte il vuoto”. Come colmerà il vuoto glaciale che si è creato tra Montezemolo e Passera-Casini non è dato saperlo.

Certo è che il quadro politico al centro è piuttosto confuso. Se Auci candida Monti “a sua insaputa”, Montezemolo non scioglie le riserve e attacca Casini che intanto rastrella i consensi dell’ex numero uno degli industriali  Emma Marcegaglia e del ministro-banchiere Corrado Passera. Ma allo stesso tempo, Passera a differenza della Marcegaglia, non voleva l’accordo tra l’Udc e Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo: già da mesi tra i due era calato il gelo per via degli interessi del presidente Ferrari sull’alta velocità. Il ritardo del ministro nel dare vita all’Authority del settore, ha indispettito Montezemolo (socio di Ntv) che ne ha infine approfittato per attaccarlo duramente, quando come “un docile tonno è caduto nella pesca a strascico di Casini”.

Dal canto suo Auci gioca di prudenza: “Montezemolo fa anche bene a impegnarsi con una lista però agli italiani dobbiamo far capire bene che non siamo qui per coltivare ambizioni personali. Bisogna essere un po’ generosi in questa fase”.  Per questo anche “Casini non può pensare di essere il monopolista del centro e l’Udc non può pensare di partecipare con tutti i vecchi personaggi di cui si può fare benissimo a meno”.

E allora con chi allearsi? Risponde con un’altra domanda: “Ma come si fa a parlare di alleanze oggi, quando nel Pdl c’è chi parla di uscire dall’euro e il Pd è alleato con Vendola che va a braccetto con Di Pietro sull’articolo 18?”.