Scenari di Casamarciano sul palcoscenico  “ Le Troiane” di Euripide, per la regia di Francesco Boschiero

Casamarciano. Consenso di pubblico per l’iniziativa giunta, ormai, alla VII edizione. Uno degli appuntamenti più attesi dal pubblico. Il Festival del teatro di Casamarciano; suggestiva location dove, in uno spazio aperto, si tengono gli spettacoli. Si mette in risalto il dato  importante dove dei semplici elementi costruttivi, testimoni del passato storico, danno un tocco di mistero. In platea la presenza del sindaco Andrea Manzi, dell’Assessore agli aventi Angelo Piscitelli e altre autorità Amministrative. Ovviamente la giuria e il direttore artistico Pasquale Manfredi. Dopo l’ introduzione della presentatrice Daniela Troisi, vi è stata la proposizione scenica della seconda compagnia teatrale in gara. Si tratta della compagnia “ Arte Povera” proveniente da Mogliano Veneto – Treviso. Il tema proposto è stata “ Le Troiane” tragedia di Euripide, per la regia di Francesco Boschiero. La compagnia nasce, come si legge in una nota di presentazione, nel 2005 per diffondere l’amore per il teatro e l’arte nella sua forma più semplice e “ povera”. Spaziando tra autori italiani e stranieri, vanta numerosi riconoscimenti e partecipazioni ai festival. Afferma lo stesso regista: “ una storia che narra la tragedia di prigioniere, della guerra in generale; non un aspetto del mondo antico ma un immagine tristemente attuale; conflitti come quello della Siria e altre aree  nevralgiche del mondo, mostrano un’ umanità che non ha capito nulla del passato!” , e sono passati 2000 anni! “. Un affermazione e riflessione, che senza conteggiare gli anni esatti, vuol far capire che sono passati secoli, grande quantità di tempo! E non si è formata una coscienza tale che possa classificare il fenomeno come lontano ricordo. Tutt’altro! Le troiane, è una tragedia di Euripide, rappresentata per la prima volta nel 415 a.C., durante la guerra del Peloponneso. Per dir della trama: La città di Troia, dopo un lungo conflitto, è infine perduta. Gli uomini troiani sono caduti sul campo di battaglia, mentre le donne devono essere assegnate come schiave ai vincitori. Cassandra viene data ad Agamennone, Andromaca a Neottolemo ed Ecuba ad Odisseo. Cassandra predice le disgrazie ed il lungo viaggio che Odisseo dovrà subire.  Andromaca subisce una sorte spaventosa;  i Greci decidono di far precipitare dalle mura di Troia Astianatte, suo figlio e di Ettore, per evitare che un giorno il bambino, divenuto adulto, possa vendicarsi.  Per questa scena la compagnia ha adottato l’espediente di un lenzuolo che, una volta sgretolato, mostrasse chiazze di sangue. Una scena di grande, crudeltà e  suggestione emotiva! Ecuba ed Elena si sfidano in una sorta confronto giudiziario, per stabilire le responsabilità; e torna in auge lo scoppio della guerra. Jean-Paul Sartre filosofo ne ha scritto una versione moderna, con attinenze all’imperialismo europeo, mentre negli anni sessanta il regista Sergio Vèjar ne ha tratto un film, ”Las Troyanas”. In tutto il dramma la presenza viva ed acuta del dolore, eroicità della sventura di fronte alla vittoria dei demolitori di una realtà consolidata. In scena un grande impalcato in legno dal quale pendono catene e contenitori di materiale trasparente. I vincitori, che in scena vestono abiti  neri come il loro animo, che sono sì rappresentanti dei più grandi eroi della mitologia si comportano solo come insensati sorveglianti, capaci della più bruta rozzezza, un Ade, un inferno ovviamente senza tregua. Le donne troiane insomma hanno perso tutto, ma , fondamentalmente, non la loro dignità. le Troiane ha un preciso riferimento antimilitarista. Vi è  un chiaro riferimento ad un preciso atto bellico compiuto da Atene. Il riferimento è nel 416 a.C., in piena guerra del Peloponneso, Atene aveva chiesto all’isola di Melo di aderire alla lega delio-attica. I meli avevano rifiutato. Non bastò aver offerto la propria  neutralità. Gli ateniesi, videro in ciò un atteggiamento non consono;  attaccarono  l’isola, passando per le armi i suoi uomini e vendendo come schiavi le donne. La distruzione  di Melo aveva sconvolto la coscienza civica ateniese ne aveva creato forti ripercussioni. Pochi mesi dopo, Euripide, non a caso, mise in scena, praticamente davanti agli stessi autori di quell’atto, un’opera che ripropone la stessa situazione. All’autore  va riconosciuto il merito di aver rappresentato un’opera che criticava lo spietato espansionismo della sua città. Meritano citazione gli attori che hanno rappresentato la tragedia : Alessandra Tesser, Sonia Sferragatta, Silvia, Trentin, Linda Sperindio, Alessandro Iannetta, Sebastiano Boschiero, Pasquale Locurcio, Maria Cristina De Gennaro,Silvia Pavan, Nadia Brian, Sara Cazziolati e infine Marta Favero.

A.R.