DITELO A NOI: PIACERE AL MONDO

“Non concederò mai la grazia a preti che hanno abusato dei minori”, “i mafiosi sono scomunicati” e i corrotti non saranno perdonati da Dio”. Queste, alcune delle espressioni più reiterate di papa Francesco. Chesterton diceva che la Chiesa scandalizzava perché era dura quando il mondo (l’opinione pubblica) voleva tenerezza e tenera quando il mondo era spietato. Ora Bergoglio ha completato l’allineamento ai criteri etici del mondo. Oggi la Chiesa di papa Francesco è tenera quando il mondo gli chiede tenerezza e inflessibile quando il mondo gli chiede condanne. Intendiamoci: mafiosi, tangentisti e pedofili fanno schifo. Ma crediamo siano solo loro a praticare il male? Davvero si possono ritenere immacolati e degni di misericordia coloro che non concupiscono i bambini, non prendono tangenti e non sono affiliati ad una cosca mafiosa? Invece per Bergoglio sembra che mafia, corruzione e pedofilia siano gli unici peccati mortali che portano dritto all’inferno. Solo “misericordia” incondizionata, senza pentimento, per tutti gli altri. Uomini che praticano la sodomia, ladri, delinquenti, anticlericali ed abortisti, tutti in paradiso! Davvero facile essere osannati, basta dire quello che il mondo vuol sentirsi dire. Il problema è che così operando, la Chiesa diventa completamente subalterna e finisce con il farsi dettare gli standard etici da un mondo che certo non brilla per fedeltà ai principi cristiani. Anni addietro il filosofo credente Marcel De Corte aveva fatto notare come il dialogo con l’uomo moderno inaugurato dal Concilio Vaticano II si riducesse di fatto alla subalternità ai mass media, all’opinione pubblica e alle mode del mondo. Questa tendenza che caratterizza gli ultimi sessant’anni di storia ecclesiastica ora tocca il suo vertice. Alla Chiesa – come ha sostenuto poco prima di morire (2013) il filosofo marxista Costanzo Preve – non resta che dedicarsi agli malati e distribuire la pappa ai barboni, ma non deve assolutamente pretendere di avere voce in capitolo per tutto il resto. Altrimenti è guerra”. Ebbene, questo tempo è arrivato. La chiesa è ridotta a mera filantropia, e la fede un superfluo accessorio.

Gianni Toffali (Verona)