Dopo tanti anni arriva a Castellammare La storica nave-scuola e stata nel porto stabiese il 5 e il6 ottobre

 

La Real Marina delle Due Sicilie era all’avanguardia tra gli Stati italiani preunitari e le sue navi, assieme a quelle sardo-piemontesi (per meglio dire liguri) costituirono il primo nucleo della flotta militare italiana, come ben si osserva nel Museo navale di La Spezia. I progetti ricopiati erano dell’ingegnere navale napoletano Sabatelli ed erano custoditi a Castellammare di Stabia insieme alle tecnologie necessarie alla costruzione di questa tipologia di imbarcazione.

L’ultima volta che e’ arrivata in città era il 2011, in occasione dell’80esimo anniversario della sua costruzione e il 150esimo dell’unità d’Italia.

“E’ un momento prezioso di condivisione e riflessione – dice soddisfatto Pietro Spirito, Presidente dell’Autorita’ di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale – l’arrivo della Vespucci a Castellammare che sarà ormeggiata tra gli yacht che senza sosta hanno accompagnato l’estate dello Stabia Main Port e’ piena espressione di come si può costruire il futuro di una città partendo dalle proprie radici, che proprio nel caso di Stabia Main Port sono state salvaguardate ed anzi riportate a nuovo lustro con numeri eccezionali per questo scalo, rimasto non utilizzato per decenni e che grazie alla programmazione in corso ha garantito negli ultimi quattro mesi ben 190 scali di superyacht prestigiosi al centro della città di Castellammare di Stabia, con un importantissimo ritorno economico per l’intera città ed in particolar modo per l’intero centro antico stabiese. Il porto di Castellammare e’ un importante polmone economico per l’intera area vesuviana e penisola sorrentina e i risultati raggiunti in pochi mesi dimostrano che abbiamo intrapreso un percorso vincente per la riconversione dell’antico Bacino Borbonico di Castellammare”.

Dal punto di vista tecnico-costruttivo l’Amerigo Vespucci è una Nave a Vela con motore; dal punto di vista dell’attrezzatura velica è “armata a Nave”, quindi con tre alberi verticali, trinchetto, maestra e mezzana, tutti dotati di pennoni e vele quadre, più il bompresso sporgente a prora, a tutti gli effetti un quarto albero. L’unità è inoltre fornita di vele di taglio: i fiocchi, a prora, fra il bompresso e il trinchetto, gli stralli, fra trinchetto e maestra e fra maestra e mezzana, e la randa, dotata di boma e picco, sulla mezzana. La lunghezza della Nave al galleggiamento è di 82 metri, ma tra la poppa estrema e l’estremità del bompresso si raggiungono i 101 metri. La larghezza massima dello scafo è di 15,5 metri, che arrivano a 21 metri considerando l’ingombro delle imbarcazioni, che sporgono dalla murata, e a 28 metri considerando le estremità del pennone più lungo, il trevo di maestra. L’immersione massima è pari a 7,3 metri.

L’unità è dotata di ben 11 imbarcazioni: due motoscafi, di cui uno riservato al Comandante, due motobarche, due motolance, quattro palischermi a vela e a remi, utilizzati per l’addestramento degli Allievi, e la baleniera, anch’essa a remi e a vela, tradizionalmente riservata al comandante con un armo di soli Ufficiali. Il dislocamento a pieno carico è pari a 4100 tonnellate.