Mancanza di acqua, incendi e polemiche: fuga dei turisti da Pimonte

Immagine del paese distrutta, mancanza di acqua e incendi dolosi. Motivazioni che possono bastare per il dietrofront dei turisti che, quest’anno, hanno deciso di stare alla larga da Pimonte. Oltre le disdette inviate alle strutture a quattro stelle del centro dei Monti Lattari, anche i B&B e ristoranti non se la cavano meglio. E se Pimonte è stata preferita da sempre per la posizione strategica tra Gragnano e Agerola, anche per la tranquillità del paese, ora è passata in un completo stato comatoso. Un’estate poco propizia che trascina dietro i disagi che persistono nella zona ma anche per la scia di polemiche che, qualche mese fa, ha visto al centro delle critiche il sindaco Michele Palummo. Quella “bambinata” (riferita allo stupro su una minorenne) è costata proprio cara. E i turisti hanno deciso di stare alla larga, inviando “non” cordiali saluti e cancellando i soggiorni prenotati in primavera.

Il sindaco Michele Palummo
Tutta colpa della mancanza dell’acqua per il primo cittadino. «La questione è legata al disservizio dell’acqua che, oggi (ndr), così come promesso dalla Gori dovrebbe essere stato completamente risolto. Purtroppo presso l’hotel Sant’Angelo qualche turista, a fine soggiorno, si è lamentato per la bassa pressione dell’acqua ai piani alti che, ovviamente, ha creato disagi per i vacanzieri. Comprendendo che non è il massimo essere in vacanza e dover affrontare un disservizio, è stato applicato uno sconto sull’importo totale del soggiorno. Pimonte ha sempre accolto i tanti turisti che l’hanno riscelta senza riserve alcune. Problemi risolvibili».

Il dirigente Pd Di Palma
A stare dal lato opposto del sindaco Michele Palummo è, invece, Bianca Di Palma dirigente del Partito Democratico e consigliere uscente. Niente sconti per il primo cittadino a cui la quota rosa dem aveva provato a sfidare poco prima delle ultime elezioni. Una candidatura decaduta per le diverse incomprensioni degli esponenti piddini in rotta di collisione. Ma l’opposizione, seppur fuori dall’aula consiliare, sembra svolgersi poco fuori il palazzo istituzionale. «E’ l’ennesima estate da incubo per Pimonte e i pimontesi. Sembra alquanto strano che, quando s’inaugurò la casa dell’acqua a Tralia, Gori e Comune andavano a braccetto. Adesso invece si scarica tutto addosso alla società idrica. Mi rattrista inoltre la mancanza di iniziative culturali e di svago per il paese. Nessun evento, non abbiamo nulla da offrire ai nostri concittadini anziani e bambini che restano in paese, figuriamoci ai visitatori che, a quanto appreso, hanno deciso di snobbarci preferendo altre mete turistiche. Un abbandono totale, senza passato né futuro». Niente attrattori e i problemi la fanno da padrona. Bianca Di Palma punta ancora il dito verso il sindaco Michele Palummo, ritenuto l’artefice principale della desertificazione del paese: «I turisti stanno scappando da Pimonte o addirittura non ci arrivano per l’immagine negativa che ne è uscita fuori in questi ultimi mesi. Invece di nascondere tutto sotto il tappeto sarebbe il momento di fare un mea culpa».

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