Nola – Le celebrazioni in onore di Tommaso Vitale

Nola – Le celebrazioni in onore di Tommaso Vitale

Nola – Si sono svolte le celebrazioni in onore di Tommaso Vitale che nacque a Nola nel 1857 e che fu illustre sindaco della città; si spense all’età di 49 anni. Prima della cerimonia vera e propria è stata deposta una corona floreale con insegne tricolori al  monumento posto all’ingresso della villa. Erano presenti, nella villa comunale, più precisamente presso la piattaforma circolare centrale, un folto pubblico che ha manifestato il suo notevole consenso. Hanno tenuto un breve discorso Franco Grilletto e Luigi Simonetti. Ha affermato, nel corso del suo intervento Franco Grilletto, Direttore Artistico Centro Artistico Culturale “ Giordano Bruno” : “ Mario De Sena era un avversario politico ma volle che si ergesse un monumento a Tommaso Vitale  e  che fosse dedicato a lui il corso principale di Nola. È d’obbligo morale la commemorazione nel ricordo e farlo degnamente. Chi ama questa città antichissima non può e non deve dimenticarsi di Tommaso Vitale che fu ed è rimasto il più grande sindaco di Nola. Egli amava questa città più della stessa vita. Fu sindaco geniale e amato; il suo ruolo istituzionale; ne fece un servizio per la gente, un modello popolare al quale dovrebbero ispirarsi tutti gli amministratori per la crescita culturale di questa città. Non gli mancava l’onestà, la purezza dell’animo; è forse per questo che anche gli avversari politici gli volevano bene. Numerose sono state le onorificenze; le cittadinanze onorarie che gli sono state conferite. Molti comuni gareggiavano per averlo socio onorario. Fu inoltre Consigliere Provinciale, deputato al Parlamento e Cavaliere alla Corona d’Italia. Durante un epidemia colerica, mentre tutti scappavano, rimase in città avventurandosi tra i malati per aiutarli in tutti i modi. Anche lui fu colpito, inevitabilmente, dal morbo. Furono tristi momenti. Guarito si adoperò nuovamente; per il suo senso di abnegazione il Ministero gli conferì la medaglia d’oro al valor civile. Le opere da lui realizzate sono tante; viviamo ancora delle sue opere realizzate! Il corso, l’uso dell’acqua del Serino anche se non è più tale, la caserma del “ 48”, l’ampliamento di Piazza D’Armi, la villa comunale, fece costruire una strada che collegava Piazzolla a Costantinopoli di Somma V., l’ospizio delle suore di Liveri ed altro. Chissà quante altre cose avrebbe potuto fare se non fosse stato per un  male incurabile. Quando si ammalò fu aiutato da tutti! Espresse il desiderio di passare per la sua Nola durante un tragitto che lo accompagnava ad un luogo per curarsi.”. Il prof. Luigi Simonetti ha tenuto un interessante discorso di grade emotività; sono sue parole : “ La storia è vita della memoria, senza la memoria non ha senso la storia”. Ha ricordato il vile e cruento episodio di Barcellona; è la storia tragica, di questi giorni, di un attacco terroristico ad opera di una cellula dell’isis, a questa città; 15 morti per un furgone che a grande velocità è piombato sulla folla in una delle più importanti  vie ! Un attentato che potrebbe essere  valutato, esaminato nella sua dinamica ma  che al di là delle parole e nel silenzio che vive il dolore! La sacralità dell’esistenza si sta frantumando in un delirio ossessivo della mente umana che è come scissa dal corpo; il risultato è una furia paranoica. Il suo è stato un discorso, un parallelismo tra l’attualità e l’era di Tommaso Vitale; un uomo che ha lasciato di se il ricordo e la memoria per aver operato con coraggio e intelligenza. Un operare di Tommaso Vitale senza discriminazioni e senza ipocrisia. È come ripensare all’attualità, il senso di una vita in una prospettiva luminosa, libera pensosa. Tommaso Vitale era anche l’umiltà nell’esperienza amministrativa e la sua cultura un orizzonte di vita, un percorso di luce di libertà politica, etica e civile. La sacralità della natura e la libertà creativa del lavoro erano per lui i fondamenti del pensiero e della prassi. Amava la cultura e presenziava, con orgoglio, all’inaugurazione del momento a campo dei fiori a Roma in onore di Giordano Bruno. Egli partecipava con uno spirito profondamente laico e umanamente religioso. Sempre con equilibrio amministrava Nola; con equilibrio fecondo, sapiente e produttivo. Tra altro Tommaso Vitale collaborò con il Vescovo Renzullo alla ricostruzione della cattedrale dopo l’incendio del 1861. Per la costruzione della villa purtroppo si procedette all’abbattimento di una famosa torre immortalata da Vincenzo Franceschini nella rappresentazione di un paesaggio. Oggi l’uomo sta contaminando la propria umanità, tutto si perde manca la luce della cultura, dimentichiamo che l’arte è la luce radicale presso un popolo; esorto la città di Nola  a riprendere il cammino verso la cultura, recuperando l’arte, la natura  ha precisato il relatore Luigi Simonetti. Ha poi proseguito: Quando penso a Tommaso Vitale  mi prende una profonda nostalgia per gli ideali ai quali s’ispirava con il cuore e con la mente e immagino una società diversa con istituzioni rese sempre più libere e più giuste; il suo amore per la cultura e per la razionalizzazione dei rapporti  tra capitale e lavoro. Sì!  perché quando è morto Tommaso Vitale gli operai sentivano un dolore incontenibile. Tommaso Vitale era un borghese illuminato che incoraggiava il lavoro. Anche oggi è un punto di ricerca quando il mondo è contaminato dalla follia”. Simonetti ha  concluso il suo intervento con dei versi dedicati alle vittime di Barcellona dal titolo “ Follia e ragione”. In seguito è subentrato un momento musicale con due celebri canzoni napoletane cantate da Raffaella De Simone. Ha concluso la cerimonia Franco Grilletto salutando il pubblico, con le seguenti  parole “ La vera nolanità sta dentro di noi”.

Antonio Romano