Pensioni, blocco dell’età solo per i lavori usuranti

Blocco dell’età pensionabile soltanto per gli addetti ai lavori più faticosi e rischiosi: è questa la nuova proposta, in materia di pensioni, che potrebbe essere inserita nella legge di Bilancio 2018.

Un blocco totale dell’età pensionabile, invece, appare molto in salita: la difficile realizzazione dello stop all’incremento di 5 mesi dei requisiti per la pensione sarebbe dovuta non solo all’aumento dell’aspettativa di vita riscontrato dall’Istat per l’anno 2016, ma soprattutto alla mancanza di fondi. Lasciare l’età pensionabile così com’è, senza elevarla a 67 anni, e lasciare fermi i requisiti delle pensioni soggette ad adeguamento costerebbe, secondo quanto dichiarato dal presidente dell’Inps, oltre 30 miliardi di euro.

Non si può, però, ignorare la situazione di chi è addetto a mansioni particolarmente pesanti o rischiose: si tratta delle stesse mansioni che danno diritto ad accedere all’Ape sociale con 36 anni di contributi. Per gli addetti a questi lavori un ulteriore incremento dell’età pensionabile sarebbe difficilmente sostenibile: considerando, poi, che l’Ape social è a numero chiuso e che richiede un numero di anni di contributi non indifferente, lo stop all’aumento dell’età pensionabile, per la categoria, è un intervento indispensabile, in assenza di ulteriori misure.

Chi sono gli addetti ai lavori faticosi

Gli addetti ai lavori faticosi e rischiosi sono coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa, facente parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;
  • conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; • conciatori di pelli e di pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;
  • professori di scuola pre-primaria;
  • facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

Questi lavoratori non devono essere confusi con gli addetti ai lavori usuranti [1]: non possono difatti beneficiare della pensione di anzianità con le quote come questi ultimi, ma soltanto della pensione anticipata con 41 anni di contributi o dell’Ape sociale. Ricordiamo che l’Ape sociale, o Ape social, è una prestazione  a carico dello Stato che gli appartenenti alla categoria possono ottenere con un minimo di 63 anni di età e 36 anni di contributi, sino alla data di perfezionamento dei requisiti per la pensione di vecchiaia