RUBRICA DEL SABATO A CURA DI TONY SULLA MUSICOTERAPIA

In tutte le civiltà antiche e tradizionali il suono e la musica erano considerati sacri, infatti ancora oggi la musica viene chiamata “arte divina“. Il dio greco della musica e della guarigione, Apollo, produceva armonie nei cieli con i suoi movimenti ritmici, il figlio Orfeo curava il corpo e l’anima con la poesia e la musica e con il suo canto riportò in vita l’amata Euridice. Nella mitologia induista la musica, in origine, era riservata alle divinità che ebbero poi pietà degli sforzi umani e portarono tra loro la musica per alleviarne le sofferenze.
L’arte del suono a scopi terapeutici è un’arte e una scienza a cui si ricorre da millenni per la sua capacità di influire positivamente sia nel fisico che nella psiche. Con l’uso del suono, del ritmo e del canto, è possibile accedere al mondo dell’armonia e “accordare” tutto il nostro essere. Ogni malattia nasce, prima di tutto, da una disarmonia tra il corpo e lo spirito. Avvenimenti traumatici, dolore fisico, sofferenza psicologica, ma anche stress, affaticamento fisico e abbattimento morale, fanno sì che si rompa l’armonia tra corpo e mente e che il corpo, quindi, si ammali. Il corpo può persino diventare dipendente dalla condizione chimica dell’essere sotto stress, ma la capacità di superare lo stress ha sede proprio tra le nostre orecchie. La maggior parte dello stress finisce per diventare stress emozionale e psicologico, e questo significa che è l’autosuggestione del nostro modo di pensare che influenza così intensamente il corpo. Se una persona vive per molto tempo in un ciclo ripetitivo di pensieri ed emozioni collegate a determinate sensazioni, nel momento in cui pensa agli effetti relativi a quelle sensazioni, il suo cervello rilascia sostanze chimiche che producono sensazioni di quel tipo, e il modo in cui si sente rispecchia il modo in cui stava pensando.
A questo punto dobbiamo dire però che esistono due tipi di stress, uno negativo chiamato “distress” e uno positivo chiamato “eustress“. Un certo grado di eustress è necessario alla vita della persona, altrimenti non si riposerebbe mai, non riuscirebbe a dormire e non si renderebbe conto di certe situazioni di crisi in cui si è raggiunto il limite dell’eustress e si sta per entrare nel distress e per cui è necessario fermarsi e ricaricarsi.
La musicoterapia, in ogni sua applicazione, si propone di far sì che la persona riprenda il controllo su fisico e mente e quindi del pensiero, aumentando la capacità di curare se stesso. Curarsi con la musica, però, non vuol dire soltanto “ricevere” o ascoltare passivamente la musica, ma vuol dire anche cercare di esprimere la musica che abbiamo dentro e quindi vuol dire cantare, vuol dire suonare uno strumento, improvvisando – alla ricerca delle sonorità che in quel momento si accordano meglio con il nostro stato d’animo – o suonando una melodia che ci piace particolarmente. Oggi la musicoterapia viene applicata nel trattamento di moltissime patologie fisiche, psicologiche e psichiatriche e con esiti eccellenti. Un ruolo fondamentale ricopre la musicoterapia nel trattamento dell’autismo nei bambini ed ottiene risultati sorprendenti anche sui malati di Alzheimer, impareggiabile è l’effetto della musica su chi soffre di depressione o di esaurimento, ma anche semplicemente su chi rischia, a causa delle condizione in cui vive, di chiudersi in se stesso e di perdere la capacità di socializzare e comunicare con gli altri, è il caso, ad esempio, delle persone anziane.
Oggi è normale che ci sia musica negli luoghi di lavoro, negli ospedali, in sala operatoria, dal dentista, nei supermercati, nelle scuole, nelle case di riposo perché, al di là delle applicazioni specificamente terapeutiche, la musica conserva intatto il suo enorme potere armonizzante, c’è musica persino nelle stalle, per far sì che le mucche producano più latte, e c’è musica nelle serre, perché le piante crescano meglio.
Secondo la musicoterapia, la maggior parte delle patologie trova origine nei conflitti emozionali sofferti dalla persona. I disturbi di origine emotiva vanno ad interferire con il nostro sistema bioenergetico, costituito dai centri neuro-endocrini che regolano tutte le nostre attività. Se l’energia che li alimenta non si mantiene ad un livello costante in tutti i centri, si verifica un blocco che causa disequilibrio, disfunzioni o addirittura malattie. I blocchi di energia si localizzano in determinate zone del corpo, con ghiandole, organi e chakra corrispondenti. Molte malattie, organiche o mentali, hanno origine nella sfera emotiva ed emozionale: in ognuno di noi si possono osservare rigidità mentali, emozioni represse e/o pregiudizi sul proprio corpo, paure, tutti elementi che determinano una certa divisione interiore e che comportano un fare, pensare, agire spesso contraddittorio. La musicoterapia parte dalla constatazione che l’uomo somatizza costantemente le sue emozioni positive e negative, gli organi e i chakra colgono queste vibrazioni che influenzano il loro funzionamento. Attraverso il suono e la musica si può agire sui due aspetti fondamentali della persona, fisiologico ed emozionale, per arrivare all’identificazione dei conflitti che condizionano i comportamenti delle persone e per capire il funzionamento di quei meccanismi interiori ed inconsci che portano dolore e sofferenza.
Il termine musicoterapia deriva dall’Antica Grecia e denota il ricorso ad esperienze musicali e sonore attive dove si impiegano la musica ed il suono per coltivare espressioni creative e comunicative, o passive in cui predomina l’ascolto. Per musicoterapia si intende anche l’uso della musica e degli elementi musicali (armonia, melodia, ritmo, timbro, tono, suono) per favorire l’integrazione fisica, psicologica, emotiva e spirituale dell’individuo. La musica ha un importante ruolo nel facilitare la comunicazione, la relazione, l’apprendimento, la motricità e l’espressione.
La Musicoterapia è l’uso della musica e/o degli elementi musicali (suono, ritmo, melodia e armonia) da parte di un musicoterapeuta qualificato, con un cliente o un gruppo, in un processo atto a facilitare e favorire la comunicazione, la relazione, l’apprendimento, la motricità, l’espressione, l’organizzazione e altri rilevanti obiettivi terapeutici al fine di soddisfare le necessità fisiche, emozionali, mentali, sociali e cognitive. La Musicoterapia mira a sviluppare le funzioni potenziali e/o residue dell’individuo in modo tale che il paziente o la paziente possano meglio realizzare l’integrazione intra e interpersonale e consequenzialmente possano migliorare la qualità della loro vita grazie ad un processo preventivo, riabilitativo o terapeutico.
(Federazione Mondiale di Musicoterapia)
-§-
La musicoterapia è l’uso della musica per favorire l’integrazione fisica, psicologica ed emotiva dell’individuo e nella cura di malattie e disabilità. Può essere applicata a tutte le fasce d’età, in una varietà di ambiti di cura. La musica ha una qualità non – verbale, ma offre un’ampia possibilità d’espressione verbale e vocale. Come membro di un’équipe terapeutica, il musicoterapeuta professionista partecipa all’accertamento dei bisogni del cliente, alla formulazione di un approccio e di un programma individuale per il cliente e poi offre specifiche attività musicali per raggiungere gli scopi. Valutazioni regolari accertano ed assicurano l’efficacia del programma. La natura della musicoterapia amplifica l’approccio creativo nel lavoro con gli individui handicappati. La musicoterapia fornisce un approccio umanistico possibile che riconosce e sviluppa le risorse interne del cliente spesso non sfruttate. I musicoterapeuti desiderano aiutare l’individuo per spingerlo verso un migliore concetto di sé, e, nel senso più ampio, per far conoscere ad ogni essere umano le proprie maggiori potenzialità.