SAVIANO. Teatro Auditorium- La compagnia teatrale Raffaele Reppucci ha proposto “Arezzo 29 in tre minuti”

SAVIANO – L’Associazione, “La Combriccola Reppucci” ha presentato la compagnia proveniente da Marigliano, “Raffaele Reppucci”, in  “Arezzo 29 in tre minuti” di Gaetano e Olimpia Di Maio” per la regia di Francesca Mautone. “Grande consenso di pubblico; Teatro Auditorium da tutto esaurito in ogni ordine di posto! La serata è stata presentata da Maria Luigia Esposito, presentatrice ufficiale dopo una canzone introduttiva cantata da Giuseppe D’Angelo. Presente, tra il pubblico, il Sindaco di Saviano, Carmine Sommese e il Sindaco di Marigliano, Antonio Carpino. Un appuntamento culturale atteso nell’ambito della XIV edizione, Rassegna Festival Città di Saviano.

L’iniziativa si deve al Comune di Saviano, Assessorato alla cultura – sport- Turismo – Teatro in collaborazione con l’Auditorium Teatro Saviano nell’ambito delle attività sociali. Il premio relativo alla Rassegna è dedicato a Carmine Mensorio. Il lavoro portato in scena è la storia che si svolge in un basso napoletano. È qui che vive una coppia: donna Vicenza e suo marito tassista. Arezzo 29…. è il soprannome dato al suo taxi quale sinonimo di velocità, efficienza. Quando da una relazione extraconiugale nasce un figlio, al tassista sembra  un qualcosa di sconvolgente. Lo porta a casa sua con la scusa, poco credibile ma utile in quel frangente, di un bimbo abbandonato. Per donna Vicenza sembra una benedizione del cielo; è un figlio, anche se adottato in modo molto inusuale, tanto atteso e desiderato. A nulla valgono le pressanti istanze di portarlo in Questura per espletare le indicazioni del caso. Con loro vive un altra coppia che si arrangiano come possono; lui con dei lavoretti di cui si vanta in modo improprio.

Anche loro aspettano un figlio, nella maniera più usuale e naturale del termine!  e hanno urgente bisogno di trovare un lavoro vero e proprio. Sperano in un parente acquisito, in riferimento al  padrone di casa, per la precisione quello che nell’ambito familiare chiamano, secondo l’uso consueto, “il compare”. Quest’ultimo è candidato alle prossime elezioni. La delusione, in seguito, è totale; tante belle promesse e parole ma alla fine otterrà un solo voto; il suo! Sulla scena, ambientata negli anni intorno al 1980, si muovono personaggi che costituiscono l’ambiente partenopeo tipico delle abitazioni dei bassi fatto di bambini dispettosi di vicini che si lamentano dei  panni stesi ad asciugare e che ostacolano la vista del sole; in sintesi di miseria e sopravvivenza. Donna Vicenza, interpretata da Rosalia Paone, è sopravvissuta facendo anche un mestiere poco nobile; l’usuraia. Questo neonato che sembra piovuto dal cielo sembra che solo con lei abbia affezione e solo con lei ritrova la calma e la serenità. Lei da parte sua non manca di tutte le premure assicurandosi quanto occorre e consultando un, ormai spazientito, medico pediatrico in continuazione. La verità riemergerà subito, dopo tutte le peripezie del caso, in un contesto di comicità e giochi di equivoci. L’amante del tassista è moglie di un noto pregiudicato che per la miseria della sue condizioni, è immischiato in un giro di malaffare e  di ignobili  vendite di neonati, il “suo” compreso; suo nel senso della moglie! Lo scontro familiare è inevitabile, per il protagonista della vicenda; il taxista interpretato da Roberto Rea, con il noto pregiudicato dovrà fare presto i conti; è, come si vuol dire, tra due fuochi; l’amante e più stretto familiare e la moglie.

Nell’epilogo avviene questo fare in agitazione;  i conteggi  con la realtà e il ritrovamento di un equilibrio che deve pur esserci per un naturale proseguo degli eventi. Completano il quadro degli attori: Carmine Conelli, Francesca Mautone, attrice e regista della compagnia, Alessandro Barisano, Rosanna Palma, Marina Rea, Carmine Monda, Francesco Monda, Nicoletta Esposito, Antonio Iannuale, Carmine Marino, Alfonso Villano  e infine i piccoli protagonisti: Luigi Mautone, Giovanni Palma e Giulia Esposito. Da sottolineare il ruolo di coordinatore di Antonio Cerciello che ha festeggiato i sui 60 anni di attività teatrale e che in scena ha declamato una poesia dedicata alla Madonna accompagnato da piccoli interpreti; Antonio Cerciello, Junior, Carlo e Francesca Esposito; non a caso in scena, su di un lato, vi era una piccola statua in una sorta di piccola cappella votiva che ha il suo perché più o meno determinante nello svolgersi della trama. Una compagna teatrale che ha in primo piano, sì la nobile arte del teatro ma non da meno il tema della solidarietà: il ricavato della serata sarà devoluto per la realizzazione del progetto Comunità Alloggio “ Padre Arturo D’Onofrio” Missionari della Divina Redenzione “ Istruito Anselmi “ di Marigliano.

Antonio Romano