Scenari di Casamarciano sul palcoscenico  “ 8 donne ” di Robert Thomas, per la regia di Alberto Moscatelli

Casamarciano. Consenso di pubblico per l’iniziativa giunta, ormai, alla VII edizione. Uno degli appuntamenti più attesi dal pubblico. Il Festival del teatro di Casamarciano; suggestiva location dove, in uno spazio aperto, si tengono gli spettacoli. Si mette in risalto il dato  importante dove dei semplici resti costruttivi, testimoni del passato storico, danno un tocco di mistero e magia. In platea la presenza del sindaco Andrea Manzi, dell’Assessore agli aventi Angelo Piscitelli e altre autorità Amministrative. Ovviamente la giuria e il direttore artistico Pasquale Manfredi. Dopo l’ introduzione della presentatrice Daniela Troisi, vi è stata la proposizione scenica della terza, ulitima, compagnia teatrale in gara. Si tratta della compagnia “ Amici del teatro” proveniente da Roncade – Treviso. Il tema proposto è stato, come si legge in una nota introduttiva: “Commedia? Giallo? Noir? Dramma? C’è un po’ di tutto nella vicenda di queste Otto donne che ruotano intorno alla vita del padrone di casa, Marcel, trovato morto nella propria camera da letto, mentre tutta la famiglia si stava preparando per festeggiare il Natale. La Moglie, le Figlie, la Cameriera, la Governante, la Cognata, la Suocera, la Sorella… tutte hanno un movente! Ma una forte nevicata e i fili del telefono tagliati impediscono ogni contatto con l’esterno. Bloccate in casa, sono costrette a fronteggiarsi e giustificarsi le une con le altre. Una serra di fiori che si riveleranno per lo più carnivori, una sorta di convento di clausura nel quale rancori e rivalità si rivelano attraverso stilettate dolci e letali. Come spesso accade nella vita, un evento cruento svela la fragilità di un groviglio di rapporti interpersonali. L’intrigo giallo si frantuma sotto il peso dei silenzi e dei sottintesi non meno che delle incessanti rivelazioni. Regnano il sospetto e la diffidenza… Le ore passano, le ipotesi si susseguono… Un finale a sorpresa, un mistero tutto da scoprire e da seguire attraverso bugie, segreti celati e svelati, che trasmettono allo spettatore un turbinio di alternanti emozioni comiche, grottesche, drammatiche. “ il finale sarà drammatico; un finale a sorpresa con la scoperta che il protagonista della vicenda, anche se non compare mai in scena, non è affatto morto! Tutto una finzione nella finzione! Ma lui stesso, con un colpo di pistola, che si sente dietro le quinte, mette fine alla sua vita! E questa volta davvero!  La compagnia è composta da una trentina di persone; sono state selezionate le 8 donne che danno vita al racconto scenico.  Colpisce, in questa proposizione teatrale, la complessità del carattere dei personaggi. come in una sorta di scatole cinesi si svelano progressivamente. Evidenzia anche il carattere universale del carattere femminile. In scena l’isolamento e non solo ambientale, decisamente umano. Si susseguono accuse reciproche. In clima surreale la proposizione della scenografia  fatta di elementi architettonici  moderni; al centro della scena domina la porta centrale dove sarebbe avvenuto il presupposto delitto! Una porta illuminata secondo le circostanze e che nessuno sembra possa attraversare.; mentre il tempo scorre lentamente.  Merita citazione gli attori, le attrici della compagnia: Nadia Brian, Elisa Braido, Silvia Pavan, Graziella Bilardi, Maria Gobbo, Fabrizia Da Re, Simonetta Barbon e infine  Luisa Favaro.

A.R.