Tribunale Penale di Napoli: Eternit bis. L’ONA parte civile. L’udienza è stata aggiornata al 18 maggio 2018 per decidere sulla richiesta dei difensori di Stephan Schmidheiny di derubricare in omicidio colposo il reato di omicidio volontario contestato dalla procura di Napoli

Roma/Napoli, 16.04.2018 – Processo Eternit. Stephan Schmidheiny sotto processo ancora per il reato di omicidio volontario presso il Tribunale Penale di Napoli. L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni in prima linea nel chiedere giustizia per le vittime dell’amianto, ivi comprese quelle di Eternit Bagnoli. 
Nel primo processo Eternit fu la prescrizione a salvare dalla condanna Stephan Schmidheiny (Cass. pen., sez. I, 19 novembre 2014 (dep. 23 febbraio 2015), n. 7941, Pres. Cortese, Est. Di Tomassi, imp. Schmidheiny). Ora che i Pubblici Ministeri hanno aggiustato il tiro e procedono per omicidio volontario, l’ONA si è costituita parte civile. 
A nulla è valso il tentativo di Stephan Schmidheiny di far escludere l’ONA come parte civile nel procedimento penale che lo vede imputato per omicidio volontario. Ora il GUP dovrà decidere sulla richiesta di derubricazione da omicidio colposo a omicidio volontario, ma comunque sia la sostanza dei fatti non cambia. 
«L’Osservatorio Nazionale Amianto era e rimane in prima linea a Napoli come a Siracusa, a Casale Monferrato come a Cavagnolo e ancora a Rubiera, per chiedere giustizia per le vittime di Eternit Italia e per tutte le altre vittime dell’amianto. Non comprendiamo le ragioni per le quali ancora Stephan Schmidheiny riesce a sfuggire alla giustizia italiana nonostante la morte di ex dipendenti dei suoi 5 stabilimenti in Italia» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e componente del collegio dei difensori di parte civile nel processo Eternit I e Eternit Bis.  
Il procedimento penale del Tribunale Penale di Napoli, ufficio GIP, proc. n. 5231/17 RG PM e n. 16310/17 RG GIP, è stato quindi aggiornato al 18 maggio 2018. Intanto di amianto a Napoli si continua a morire per l’esposizione presso Eternit Bagnoli come presso il porto e per le altre realtà contaminate, in un pericoloso sinergismo anche con altri cancerogeni.