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100 anni di parchi Usa, quando la natura è arte

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Dalla A dell’Acadia National Park in New England, dove ci si arrampica sulla Cadillac Mountain per essere i primi a vedere l’alba in America oppure si sorseggia un tè e ci si rimpinza di dolcetti tiepidi con la marmellata sui prati della Jordan Pond House come si faceva già nel 1800. Fino alla Z dello Zion National Park, dove si ammirano i condor della California che volteggiano fra i monoliti di arenaria oppure si fa la discesa in corda doppia in un canyon stretto come una fessura. Quello proposto dall’ultimo libro fotografico di Lonely Planet, PARCHI NAZIONALI DEGLI STATI UNITI (328 PP, 29 EURO), è un viaggio lungo 59 santuari fatti di erba, roccia, acqua, fiori e animali dove la natura protetta e difesa diventa affascinante come un museo, nel suo essere così perfetta e selvaggia e al contempo fragile.

Il volume esce in occasione di un anniversario “pesante”: il 25 agosto 1916 nasceva infatti negli Usa il National Parks Service (Nps), creato dal presidente Woodrow Wilson, anche se la campagna per tutelare alcune delle aree naturali più belle d’America, era già iniziata intorno al 1860. “Migliaia di persone stanche, stressate e ipercivilizzate’ – scriveva il sostenitore più convincente del movimento, lo scrittore scozzese John Muir, che nel 1903 campeggiò sotto le stelle della Yosemite Valley addirittura con il presidente Theodore Roosevelt – stanno iniziando a scoprire che andare in montagna è andare a casa, che la natura è una necessità…”. E proprio Roosevelt, che durante la propria amministrazione creò ben 5 parchi nazionali ed era innamorato dei calanchi del North Dakota (ora parte del Theodore Roosevelt National Park) li definiva come “una terra di vasti spazi silenziosi, fiumi isolati e pianure dove gli animali selvatici fissano gli uomini a cavallo di passaggio…”.

E oggi che di anni ne sono passati 100 questa guida vuole essere un’introduzione pratica a ognuno dei 59 parchi nazionali americani con foto e disegni degli animali e delle piante, consigli sulle migliori attività all’aperto per ogni stagione, come raggiungere i parchi e dove pernottare e proposte di visite per ogni esigenza di tempo o di forma fisica.

Un invito al viaggio e al sogno ma anche alla tutela e alla sorveglianza: perché di veri tesori stiamo parlando e assai diversi tra loro. All’American Samoa National Park, l’unico parco a sud dell’equatore, si ozia sotto le palme da cocco, si fa snorkelling in un paradiso di coralli o si scalano le scogliere più alte del mondo, alBadlands National Park, invece, ci si perde guidando su strade indimenticabili o si guarda il cielo stellato con zero inquinamento luminoso. Il Biscayne National Park, luogo di naufragi e di pirati, è divenuto un santuario di tartarughe e lamantini strappato dalle grinfie degli imprenditori edili. Al Black Canyon of the Gunnison National Park si scopre un abisso oscuro ben più profondo del Grand Canyon, all‘Hawai’i Volcanoes National Park la furia della lava. Insomma alla fine i due osannati e ultra conosciuti Yellowstone e Yosemite National Park, nella loro grandiosa e impavida bellezza, sembreranno solo la punta di iceberg magnifico e tutto da scoprire…

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