Fede e tradizione: da Nola al Santuario della Madonna dell’Arco, il cammino dei “fujenti”

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NOLA — Nella notte che precede il Lunedì in Albis, quando il silenzio avvolge ancora le strade dell’Agro nolano, piccoli gruppi di fedeli iniziano a radunarsi. Sono uomini, donne e giovani, uniti da una promessa, da una grazia ricevuta o semplicemente da una tradizione che si rinnova da secoli. È così che prende vita il pellegrinaggio a piedi da Nola al Santuario della Madonna dell’Arco, uno degli appuntamenti religiosi più sentiti della Campania.

Il cammino, lungo circa 15 chilometri, attraversa centri abitati e strade provinciali, passando per comuni dell’area vesuviana fino a raggiungere Sant’Anastasia, dove sorge il santuario mariano. La partenza avviene solitamente tra le tre e le cinque del mattino, per arrivare a destinazione nelle prime ore del giorno, quando il flusso dei pellegrini diventa sempre più intenso.

I partecipanti, noti come “fujenti” o “battenti”, portano con sé segni distintivi di devozione: abiti bianchi, fazzoletti colorati, talvolta il passo scalzo. Durante il percorso si alternano canti, preghiere e invocazioni, creando un’atmosfera carica di spiritualità e partecipazione collettiva. Non mancano momenti di fatica, soprattutto nell’ultimo tratto, che molti affrontano di corsa come gesto simbolico di fede.

Il Lunedì in Albis, che nel 2026 cade il 6 aprile, rappresenta il culmine di questa tradizione. Migliaia di fedeli provenienti da tutta la Campania e non solo si riversano al Santuario della Madonna dell’Arco, trasformando il pellegrinaggio in un evento che è insieme religioso, culturale e identitario.

Accanto alla dimensione spirituale, emerge anche quella sociale: il cammino diventa occasione di incontro, di condivisione e di riscoperta delle radici. Intere famiglie partecipano, così come gruppi organizzati che tramandano riti e percorsi di generazione in generazione.

In un tempo segnato dalla velocità e dalla tecnologia, il pellegrinaggio da Nola alla Madonna dell’Arco conserva il valore di un gesto antico: camminare lentamente, insieme, verso una meta che è al tempo stesso fisica e interiore. Un viaggio breve nella distanza, ma profondo nel significato, che continua a richiamare ogni anno migliaia di persone lungo le strade della fede.

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