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Un 21enne arrestato dalla polizia,scippa un anziana causandone la morte.

Un altra morte inutile causata dalla microcriminalità sempre più dilagante.

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È stata arrestata a Castel Volturno, in provincia di Caserta, dagli agenti di Roma la 21enne iraniana che la domenica di Pasqua scippò una 91enne causando una violenta caduta e la conseguente morte. E’ la mattina del il 20 aprile, la Sig.ra Trotta Giuseppina, di anni 91, passeggia, tranquilla, come tranquilla può essere la domenica della Santa Pasqua lungo un viale della periferia di Roma. Sta accompagnando una sua coetanea da un’amica per poi far rientro a casa dove ad attenderla c’è la famiglia, insieme alla quale trascorrerà una delle festività più sentite. Un’autovettura, con a bordo due donne s’avvicina e una di esse, con accento straniero e con un modo affabile., cortesissimo, chiede informazioni riguardo all’ubicazione di un centro commerciale. Le due donne, con altrettanta cortesia, rispondono e danno le indicazioni necessarie. Sembra tutto tranquillo, del resto è Pasqua, il giorno della Pace ed invece non è così. Le due straniere hanno fatto ricorso ad un comune espediente soltanto per avvicinarsi alle due anziane e rendersi conto se indossano monili, oggetti in oro e, per sua sfortuna, la povera ed ignara Sig.ra TROTTA, quel giorno, indossa una vistosa catena in oro. Le due straniere attendono e quando vedono la vecchia signora ritornare verso casa e percorrere un vialetto, capiscono che è il momento giusto per agire. Una di esse scende dall’auto, s’avvicina all’anziana e la colpisce al volto con un violento schiaffo che la rovinare al suolo, strappa la catena in oro e si da alla fuga con la sua complice.
Le lesioni riportate, però, sono gravi e malgrado il ricovero in ospedale la Sig.ra Trotta Giuseppina, muore. Lo sdegno per il vigliacco gesto è totale, anche se la cronaca, purtroppo, e proprio nella capitale, ci ha assuefatti ad episodi del genere. Le indagini condotte dagli uomini del Commissariato “Primavalle” di Roma partono immediatamente e portano, dopo aver ascoltato alcuni testimoni, ad individuare in due cittadine di origine iraniane le probabili autrici del criminale e vergognoso gesto. Sono numerose, infatti, le rapine effettuate da cittadini iraniani nella capitale che, sovente, spacciandosi per poliziotti, depredano soprattutto i turisti stranieri di ogni loro avere. E molti di essi, come emerso in precedenti attività d’indagine, provengono da Castel Volturno, dov’è presente una nutritissima comunità iraniana. Parte, quindi, la collaborazione con gli uomini del Commissariato di P.S. di Castel Volturno, diretto dal Vice Questore Aggiunto D.ssa D’Amore, che subito si rileva proficua. Grazie alla descrizione, gli investigatori del Commissariato di Castel Volturno, dopo aver attinto elementi utili da più fonti confidenziali, individuano in Rezaeipour Soheyla, cittadina iraniana di anni 20 circa, in possesso di un permesso di soggiorno in corso di rinnovo, la possibile autrice del riprovevole gesto criminale. Il resto lo fanno i testimoni. Infatti, la donna viene riconosciuta, in foto, oltre ogni ragionevole dubbio, e la Procura della Repubblica di Roma, il cui Sostituto Procuratore dr. Vincenzo Barba aveva assunto la direzione delle indagini,, grazie al notevole materiale probatorio raccolto, chiede ed ottiene l’emissione di una misura cautelare. L’accusa è indubbiamente grave si tratta di rapina ed omicidio preterintenzionale.
Nel primo pomeriggio di lunedì scatta l’operazione, congiuntamente, gli uomini del Commissariato di “Primavalle” effettuano un blitz presso un indirizzo dove la straniera aveva alloggiato mentre gli uomini del Commissariato si recano presso la sua residenza, sita in Via Forlì a Castel Volturno. La donna, però, non viene rintracciata ma questo non fa venir meno la determinazione degli uomini del Commissariato di Castel Volturno che, attraverso la rete degli informatori, individuano un’altra abitazione, sita in Baia Verde, dove la Rezaeipour potrebbe aver trovato rifugio. L’informazione si rivela giusta e la donna viene tratta in arresto ed assicurata alle patri galere. Si tratta, certamente, di un brillante risultato non foss’altro perché con la cattura della Rezaeipour, poi associata al carcere di Rebibbia di Roma, si rende giustizia, umana, per il gravissimo ed efferato delitto

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