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Omicidio Loris: madre implora marito che risponde, “Devi pagare”

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Palermo, 11 dic. – “Davide non mi abbandonare”. “Chi ha ucciso mio figlio deve pagare. Non mi interessa se e’ stata mia moglie o un altro, deve pagare”. Parole scambiate a distanza tra la madre e il padre di Loris Stival e che descrivono il dramma che ha devastato la famiglia e la comunita’ di Santa Croce Camerina.

Veronica Panarello, da ieri nel carcere di Catania, da una cella di isolamento lancia il suo appello disperato e giura: “Io sono innocente, non c’entro con la morte di nostro figlio. Voglio partecipare ai funerali di Loris”.

Il corpo del piccolo lo chiede il padre perche’ le esequie “diano un po’ di pace”, ma non e’ stato ancora restituito alla famiglia per consentire ulteriori esami e comparazioni con il Dna prelevato ieri alla madre.

Intanto, i detenuti del penitenziario di piazza Lanza continuano a contestare Veronica: “Assassina, non ti vogliamo qui”.

Il gip di Ragusa Claudio Maggioni la sottoporra’ domani all’interrogatorio di garanzia e decidera’ se convalidare il fermo ed emettere ordinanza di custodia cautelare nei confronti della donna o ordinare la sua scarcerazione. “Chi e’ a conoscenza di qualcosa che possa essere utile alle indagini, collabori, se qualcuno e’ in condizioni di testimoniare io sono a disposizione, si faccia avanti”, e’ l’appello dell’avvocato Franco Villardita, “la signora Panarello continua a professarsi assolutamente innocente, chiede aiuto e chiede che si svolgano indagini affinche’ venga preso il vero colpevole. L’ho trovata ancora processualmente serena ma molto provata e chiede giustizia. Ha pianto”.

“Io e Veronica – riferisce il marito – abbiamo parlato varie volte di quel sabato, ma lei ha sempre ribadito la sua versione. Certo ci sono tante coincidenze che lei non riesce a chiarire. Ha sempre detto di avere accompagnato Loris a scuola.
Dalle immagini si vede che qualcuno torna indietro, a casa, ma non potrei dire con certezza che si tratti di Loris”.

Dubbi ne avanza anche la madre della fermata, Carmela Aguzza: “Mia figlia non puo’ aver agito da sola, di sicuro copre qualcuno.
E’ sempre stata una ragazzina irrequieta, viziata e bramosa di attenzioni, ma da qui a diventare un’assassina ce ne corre, e di questo sono certa, anche se non ci sentivamo da tempo prima che, in preda ad una comprensibile angoscia, mi accusasse di aver preso il suo bambino”.

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