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Renzi in Senato, no a barbarie giustizialista

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Roma – L’Aula del Senato ha bocciato la mozione di sfiducia al Governo presentata dal Movimento 5 Stelle con 183 no. I sì sono stati 96, nessun astenuto. La mozione della Lega è stata respinta con 180 no e 93 sì.

La vicenda di Potenza, il rispetto degli impegni assunti dal Governo, il no alla “barbarie del giustizialismo”. Sono i temi principali toccati dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, durante il suo intervento in Senato prima del voto delle mozioni di sfiducia all’esecutivo presentate dal Movimento 5 stelle e da Forza Italia, Lega e Cor. “L’Italia ha conosciuto giudici ammazzati dalle mafie”, ha detto a palazzo Madama, “ma anche una vera e propria barbarie di giustizialismo. Io sono per la giustizia, non per i giustizialisti, credo nei tribunali non nei tribuni, credo nelle sentenze non nelle veline che violano il segreto istruttorio, quando dico che la giustizia deve andare a sentenza non accuso la magistratura ma dico quel che dice la Costitzione”.

Per Renzi “l’avviso di garanzia non è mai una condanna e noi non chiederemo le dimissioni dell’assessore del 5 stelle di Livorno perché è stato indagato. Chi è colpevole o no viene deciso da un iter processuale, contano i codici delle leggi e non i codici del software. Il potere sta nei tribunali, richiamare le sentenze dei magistrati è l’estremo rispetto nella divisione dei poteri. La sentenza è quella che passa in giudicato”. Parlando della vicenda di Potenza, ha detto che la questione “non è chiusa” e ha auspicato “che i magistrati siano messi nelle condizioni di concludere presto le indagini”. “L’unica ipotesi di procedimento penale”, ha quindi scandito accusando il M5s, non riguarda il governo, ma “sarà quello della diffamazione del Pd”.

“Spero – ha aggiunto rivolgendosi ai banchi dei senatori del Movimento – che rinuncerete all’immunità parlamentare, lì vedremo chi sarà condannato e chi no”. Replicando alle accuse delle opposizioni, il premier ha poi affermato che “il governo sta rispettando gli impegni presi”.

“E’ impossibile negare” che non abbia fatto provvedimenti sulle riforme, sulle tasse, sull’Imu, sull’Irap, sulla scuola, ha sottolineato. “Se questo governo aveva degli obblighi nei confronti del Parlamento” li ha rispettati, ha quindi ribadito. Renzi ha rivendicato “di aver sbloccato l’Italia. Se sbloccare l’Italia è un peccato accusateci. Il reato non c’è. Nella formazione del procedimento parlamentare noi ascoltiamo tutti e poi facciamo noi. Questo significa avere la spina dorsale dritta, questo significa saper governare”.

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