Il 2018 è stato un anno di traumi per me, continuato per più di 7 anni. Per tanti dal 2019 in poi per il covid.
Il 14 agosto, giorno del mio onomastico, mentre vivevo a Genova, è crollato il Ponte Morandi. Quarantatré morti e 566 sfollati con tutti gli amici e parenti in lutto trovatisi coinvolti.
Quel giorno ero con la ragazza con cui convivevo a Begato. Voleva andare a lavoro passando proprio dal ponte. Mancava più di un’ora all’orario in cui doveva presentarsi, e io insistetti perché andassimo prima a casa. Senza saperlo, le salvai la vita.
Pochi mesi dopo, il 13 dicembre 2018, alle 2:38 di notte, ero su Chatroulette (una videocgiamata dove puoi cambiare di continuo chi è dall’altra parte e loro anche).
Davanti a me apparvero tre studenti appena arrivati a Milano per il Politecnico: una ragazza e due amici. Parlavamo in inglese. Poi ci venne da ridere quando capimmo di essere entrambi campani. Lei di San Michele di Serino Avellino, io di Nola Napoli, anche se in quel periodo convivevo a Genova. Con loro c’era anche un altro studente della provincia di Catania vicino Lentini e uno di Palma Campania vicino Nola il mio paese.
Io sono Massimiliano Napolitano, in arte DJ Maxwolf. Lei faceva rap. Le proposi di aiutarla con il mio Festival Sonoro Italiano, allora alla quarta edizione: rassegna gratuita per emergenti con i loro inediti, supportata da Radio Antenna Campania, La Gazzetta Campana, l’associazione culturale ACAP e la mia agenzia NMA Agency.
Accettò. Ci scambiammo i contatti social e le diedi il nome di un’etichetta discografica che avevo conosciuto alla FIM di Milano.
Uno dei suoi amici era di Palma Campania, vicino a Nola, il mio paese come dicevo e parlammo della festa dei Gigli. Le coincidenze aumentavano. Conoscevamo cultura e persone in comune. Parlammo per un’ora. Avevo la registrazione accesa e me ne dimenticai: è rimasta un ricordo simpatico di quella notte.
Sei giorni dopo, il 19 dicembre 2018, moriva mia madre, Cira Pirro. Aveva 69 anni. Un arresto cardio-respiratorio. Viveva già da nove anni con l’ossigeno per enfisema polmonare. Era una grande donna che mi aveva cresciuto quasi da sola per quasi tutta la vita.
Poi è arrivato il Covid 19. Sono caduto in depressione già dalla morte di mia madre. La mia convivente mi ha devastato psicologicamente ed economicamente. Non potevo lavorare né uscire di casa. Quindi il Covid il colpo di grazia per me.
Quella ragazza di Chatroulette ha completato gli studi. Si chiama Marianna Mammone, in arte Big Mama.
Siamo stati entrambi presi in giro per il sovrappeso. Entrambi amanti della musica. Entrambi abbiamo affrontato gravi problemi di salute e di obesità. Io ho perso 80 chili. Anche lei ha perso tantissimi chili.
È diventata abbastanza conosciuta, anche grazie a un brano cantato con Alessandra Amoroso dal titolo Mezzo Rotto, che ironia dark mezzo rotto come me.
Le coincidenze e tutte le difficoltà e i traumi che abbiamo affrontato, io e BigMama, avrebbero potuto legarci. Ma ci perdemmo di vista: io a Genova, lei a Milano.
Dopo il Covid io sono tornato a Rivara, in provincia di Torino. Lei, finiti gli studi, è tornata al suo paesino in provincia di Avellino.
Questo audio di circa un’ora racconta il nostro primo incontro casuale, estrapolato dal video registrato inconsapevolmente. È ricco di curiosità e battute.
È una sorta di intervista reciproca senza volerlo: della futura BigMama, oggi rapper affermata, e di me, DJ Maxwolf, uscito dalla depressione. Meno popolare di lei, ma con molti più progetti, eventi e lavori all’attivo, visto i miei 52 anni.
Massimiliano Napolitano ( Dj MaxWolf )
BIG MAMA & DJ MAXWOLF UN INTERVISTA RECIPROCA CLICCA E ASCOLTA FINO ALLA FINE.


