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A Genova arriva Salvini, anti-razzisti in piazza

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Genova – Tafferugli in piazza a Genova nei pressi di Largo Pertini dove Matteo Salvini, leader della Lega, sta chiudendo la campagna elettorale per le elezioni regionali insieme a Giovanni Toti, candidato alla presidenza della Regione Liguria per il centrodestra.

Appartenenti a centri sociali e gruppi antagonisti hanno attraversato il centro storico della città diretti nella piazza dove è intervenuto il leader del Carroccio. Una volta arrivati vicini al palco sono stati fermati dalle forze dell’ordine. Un uomo (non si sa se appartenente al gruppo di antagonisti) è stato ferito, ancora non si sa se dalle forze dell’ordine o dal servizio di sicurezza di Salvini, perchè troppo vicino al palco. I Carabinieri lo hanno portato via in non buone condizioni.

Da qui sono nati i tafferugli con lancio di fumogeni, uova e bottigliette d’acqua. Le forze dell’ordine hanno respinto con un paio di cariche il gruppo di antagonisti e centri sociali che cercavano di avvicinarsi al palco.

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I manifestanti hanno lanciato contro poliziotti e carabinieri oggetti, fumogeni, petardi e uova per poi indietreggiare e spostarsi su un altro lato della piazza. Qui sono stati nuovamente fermati dalle forze dell’ordine che gli hanno impedito di avvicinarsi a Largo Pertini. I manifestanti impugnano uno striscione con scritto “Fuori i razzisti dalle citta” e “Solidarietà agli antirazzisti indagati”.

«Antagonisti? Sono poveretti». Così il leader della Lega Nord, ha commentato gli scontri lasciando il palco alla chiusura del comizio. «La polizia non dovrebbe stare appresso e tenere a bada 50 disadattati che non conoscono il concetto di rispetto e democrazia. Il voto di domenica è un voto di democrazia e questa non è democrazia. Carabinieri e polizia non dovrebbero essere qui, ma in giro ad acciuffare spacciatori». Poi Salvini ha lasciato il capoluogo ligure.

«Renzi ha paura»

«Il premier, ha detto Salvini, sta passando le ultime giornate ad insultare la Lega e a dire che è un voto che non conta. La sinistra ha paura: stanno perdendo il controllo e io ne sono contento». Così il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, in visita a Genova, a margine di un incontro con i tassisti a Genova.

Salvini ha aggiunto che «noi proponiamo idee mentre loro propongono insulti. Vedremo chi avrà ragione». Per quanto riguarda la sfida in Liguria, «io spero che tanti genovesi e liguri smentiscano Renzi – ha proseguito – che vadano a votare e costruiscano una Liguria diversa e migliore con qualche posto di lavoro in più e – ha concluso – qualche immigrato clandestino in meno».

«Questo voto non è solo ligure ma serve per cancellare la legge Fornero, gli studi di settore e l’invasione clandestina in corso. Deve riportare la Liguria tra i paesi civili.» ha aggiunto, sottolineando come «lo scorso anno purtroppo 40 mila liguri abbiano fatto le valigie per andare a farsi curare altrove».

Il segretario federale del Carroccio è tornato a parlare della scelta di Giovanni Toti come candidato del centrodestra alla presidenza della Regione: «Noi – ha detto Salvini – abbiamo rinunciato alla nostra candidatura nel nome della compattezza della coalizione perché qui l’emergenza manderà a casa la sinistra delle alluvioni, dei Burlando e della Paita e delle persone assolutamente non in grado di gestire Genova e la Liguria».

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«È una bellissima notizia. Noi della Lega abbiamo sempre sostenuto uno dei lavori più difficili, più duri e pericolosi del mondo che è quello dei tassisti. A parità di diritti e di doveri la concorrenza deve essere leale e non sleale» ha commentato Salvini. «C’è gente che ha pagato delle licenze. Facciamo fare il lavoro del tassista a chi lo sa fare», ha detto.

«I centri sociali “antagonisteggino” ma no alla violenza»

«Basta che non siano violenti», dice Matteo Salvini dei suoi contestatori. «Poi – prosegue il leader della Lega Nord a proposito del corteo organizzato a Genova dai centri sociali e dagli antagonisti – uno ha tutto il diritto di non essere d’accordo con Salvini, con la Lega, di voler mantenere la Liguria sotto il tallone di Burlando, basta che non lancino robe, non facciano casini, non usino la violenza. Poi – è il neologismo usato da Salvini – “antagonisteggino” quello che vogliono».

A chi gli domanda se sia possibile conciliare l’alleanza con CasaPound e la volontà di guidare i moderati, Salvini risponde che «mi alleo con tutti quelli che vogliono pagare un po’ meno tasse, avere ospedali all’altezza, avere un po’ meno immigrati clandestini in giro per le città e vivere più tranquilli». «Chiunque mi dia una mano in quest’opera di normalità è benvenuto, basta – ha ribadito – che sia pacifico e non violento e non vada a sfasciare macchine, vetrine e negozi».

«Orgoglioso liste Lega: non ci sono impresentabili»

«Sono orgoglioso delle mie liste, delle donne e uomini della Lega. Se qualcun altro ha candidato gente strana ne risponderà. Io rispondo delle mie liste. Spero che i nostri alleati abbiamo fatto la stessa pulizia». Così il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, sul pronunciamento da parte della Commissione nazionale Antimafia che ha segnalato nelle liste presentate alle elezioni regionali dei candidati «impresentabili» perché vicini alla criminalità organizzata

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