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A SALERNO IL “SISTEMA LEGA” NON ATTACCA

A Salerno gli attivisti di Potere al Popolo difendono Piazza Portanova dalla discesa del leader padano DA RADIO PIZZA

Orgogliosi di Salerno che ha affrontato il Ministro dell’Interno con fischi e cori così come si conviene a una città antirazzista e antifascista, aperta, solidale, accogliente, densa di lotte sociali che Salvini tenta di zittire con tutte le sue forze.  “Salerno non sarà protagonista dell’operazione di propaganda con cui il Ministro dell’Interno sta provando a divorare il paese – dichiara Davide Trezza coordinatore di Potere al popolo – Né sarà oggetto della prepotenza della giunta Napoli. Da anni un comune che non dà una risposta ai lavoratori ambulanti senegalesi del Lungomare, ha impiegato meno di due minuti a concedere Piazza Portanova per il comizio di Salvini, andando in deroga alla delibera di giunta n. 55/2015 che ne vietava la concessione per qualsiasi attività, manifestazione, diffusione di carattere politico. Un atto gravissimo con cui appare evidente come si applichino due pesi e due misure. E che dire del Rettore Tommasetti, scappato via evitando ogni tipo di confronto? E degli attivisti del Movimento 5 Stelle che fino a poche ore prima postavano video da Piazza Portanova fingendo di fare opposizione al loro ministro, ma prontamente spariti quando bisognava portare avanti veramente la protesta manifestando il proprio dissenso. Una passerella grottesca e surreale per essere quella dei rappresentanti delle istituzioni. Uno spettacolo che avremmo evitato volentieri. Minacce, manganelli, scudi delle forze dell’ordine contro i manifestanti.

Abbiamo assistito ad una città blindata da centinaia di agenti che hanno bloccato tutte le vie e militanti leghisti con i nervi a fior di pelle. Giunto in Piazza Portanova, il Ministro si era garantito un servizio d’ordine impegnato ad eliminare con la forza ogni forma di dissenso. La polizia irrompe addirittura in una casa privata che aveva esposto lo striscione “Questa lega è una vergogna” minacciando di ritorsioni legali nel caso si fosse rifiutata. Il tutto mentre schedature di massa proseguivano a partire dalla stazione ferroviaria e lungo tutto il corso per intimorire chiunque avesse anche solo intenzione di contestare il leader padano.

Potere al Popolo continuerà la costruzione di reti sociali e di pratiche sul territorio per essere vicino ai bisogni delle classi più deboli e per segnare un solco tra i fatti e la mera propaganda.

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