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A Sirico/Saviano spegne 10 candeline  “A’ Sera d’o ‘nciucio”

Chi è venuto nelle edizioni passate, ritorna sempre con piacere a questa festa straordinariamente unica. Ed anche quest’anno c’è da giurarci che numericamente e in qualità, registreremo altri record!

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Giunge alla sue decima edizione una delle manifestazioni più particolari, innovative e “gustose” e genuine della nostra regione:  “A’ sera d’o ‘nciucio”. L’appuntamento per l’anno 2015 è per sabato 12 e domenica 13 settembre dalle ore 20:00 nel borgo di Sirico, Saviano (NA).

Il progetto di questa singolare festa, nata nel 2005 ad opera di un gruppo di amici, coinvolge l’intero Borgo di Sirico/Saviano, la sua “strada a serpente”, i sui portoni, le sue corti … tutti gli abitanti, insomma, e le tradizioni tramandate loro nei secoli. Tante sono le sagre e le feste enogastronomiche che raccontano di antichi sapori e vecchi mestieri,  ma “A’ sera d’o ‘nciucio”, sin dalla sua prima edizione, ha rappresentato qualcosa di diverso, al punto che a tentare di descriverne i contenuti, non si renderebbe pienamente  l’idea. Bisogna esserci per carpirne la vera essenza!

La teatralità nel raccontare “ ’nciuciando” tra i vicoli i ricordi del passato, la  fantasia nel rappresentare e riscoprire antiche atmosfere della vita  paesana, la collaborazione  di tutti i Siricani, la passione ed il calore,  rendono preziosa ed unica questa manifestazione che taglia il suo decimo traguardo rinnovandosi nella tradizione ed accogliendo non solo gente del luogo, ma anche gruppi di appassionati alle “cose di una volta” che, ormai, giungono da tutta la Campania e anche oltre.

L’entusiasmo contagia da sempre i  numerosissimi visitatori i quali, entrando dalle “porte della strada a serpente”, sembrano diventare anch’essi personaggi di uno splendido palcoscenico allestito con vecchi strumenti della vita di campagna, paesani in abiti del tempo, scena di vita e lavoro e, dulcis in fundo, di portone in portone, si concedono la possibilità di assaporare le pietanze locali dei tempi che furono. Il tutto animato da un sottofondo di musica popolare che si muove insieme ai visitatori, li accompagna, li culla e permette loro di incrociare la <<‘nciucessa>> che nelle stesse corti e negli stessi portoni si ferma a rappresentare <<l’arte d‘o ‘nciucio>>.

E’ una sana competizione a chi offre all’ospite il meglio di un repertorio che parte da basi concrete di storia locale, per poi espandersi in intuizioni di varie espressioni spesso dimenticate o sconosciute ai più … e di erudizione culinaria.

Chi è venuto nelle edizioni passate, ritorna sempre con piacere a questa festa straordinariamente unica. Ed anche quest’anno c’è da giurarci  che numericamente e in qualità, registreremo altri record!

Mariangela Notaro

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