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Acerra, il Comune vince contro la società Pellini Srl. Il Tar Campania conferma l’acquisizione a patrimonio comunale del sito di Lenza Schiavone. Nel 2017 l’intervento voluto dall’Amministrazione Lettieri per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti stoccati

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Il Tar Campania (seconda Sezione) ha respinto, dando ragione al Comune di Acerra, il ricorso presentato dalla società Pellini Srl contro l’Ordinanza comunale n.58 del novembre 2015 che acquisiva a patrimonio comunale dell’Ente le opere abusive e un’area pertinenziale in seguito all’inottemperanza di un’altra ordinanza di demolizione dei manufatti abusivi emanata sempre dal Comune di Acerra.

La Società Pellini Srl, proprietaria del sito di stoccaggio di rifiuti in contrada Lenza-Schiavone utilizzato dall’Amministrazione comunale del 2001 e 2002, aveva fatto ricorso impugnando l’Ordinanza n.58 del novembre 2015 che, in seguito al mancato abbattimento disposto dal Comune di Acerra delle opere abusive, acquisiva a patrimonio comunale i manufatti che consistono in una massicciata in cemento armato, un prefabbricato e una vasca per lo scarico la raccolta e la regimentazione delle acque di percolato, oltre ad un’ulteriore area pertinenziale. Il ricorso presentato è stato respinto dalla seconda Sezione del Tar Campania per infondatezza, la società ricorrente è stata condannata a rifondere al Comune di Acerra anche le spese processuali.

La rimozione e lo smaltimento dei rifiuti stoccati – operazioni ostacolate da alcuni comitati – nel sito di Lenza Schiavone di proprietà Pellini che ha ricevuto autorizzazioni comunali tra il 2001 e il 2002 per il trattamento dei rifiuti, si realizzarono solo nel 2017, su forte volontà dell’Amministrazione comunale del Sindaco Raffaele Lettieri, al termine di un lungo iter processuale iniziato sin dal primo insediamento nel 2012 con il coinvolgimento di tutti gli Enti preposti ad un tavolo tecnico, chiedendo il rispetto dell’accordo operativo sottoscritto nel 2009 e l’impegno finanziario dell’Unita Tecnico Amministrativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Contro quell’intervento di rimozione e smaltimento di rifiuti, che recuperava anni di inattività e ritardi, si schierarono anche alcuni esponenti politici di opposizione.

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