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Acerra piange i suoi morti

Forse un po’ di silenzio renderebbe di più alla battaglia per la vita per radio piazza news

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Un’altra giovane vita se n’è andata. Pasquale aveva vent’anni e tante speranze disattese. Un cancro ha troncato le sue ambizioni e il suo diritto di costruirsi un futuro.  Ai suoi funerali tanta gente esasperata e affranta. Il Vescovo di Acerra Di Donna ammonisce: “Non riusciremo mai a dimostrare cosa abbia ucciso questo giovane, ma non venite a dirci che sono gli stili di vita a farci ammalare”. Già gli stili di vita, l’inquinamento, la Terra dei Fuochi. Il prelato invita ad abbassare i toni, a rispettare il dolore in silenzio, a vivercelo insieme alla famiglia di Pasquale. Un silenzio che deve far riflettere, che deve spingere chi di dovere a fare qualcosa. Subito. Troppe vite spezzate in giovane età, troppi dati scientifici coincidenti, troppi indizi che fanno le prove di un disastro ambientale ampiamente annunciato. Ma al clamore è seguito il nulla. Lo Stato cincischia. Si preoccupa più di negare il disastro e difendersi dalla proprie responsabilità, che affrontare la situazione con determinazione. Un intero popolo si è da tempo sollevato. Marce, proteste, proposte per arginare gli effetti della contaminazione umana si sono sommate all’indignazione, alla rabbia, all’angoscia di un popolo in ginocchio, stritolato dalla crisi economica, incapace di dare garanzie di salute ai suoi figli. E si continua a morire. Forse sarebbe il caso di seguire il consiglio accorato del Vescovo di Acerra e abbassare i toni. Spegnere i riflettori. Scendere dai pulpiti della protesta e far prevalere il silenzio. Il silenzio assordante di chi rivendica il diritto alla salute ed un ambiente salubre. Il silenzio degli innocenti, che sono stati immolati sull’altare dell’indifferenza delle istituzioni. Non possiamo tollerare il perpetuarsi dell’inerzia di chi ha la responsabilità della pubblica incolumità rispetto al rischio salute, né possiamo accontentarci di eroiche dimostrazioni di protesta senza che il popolo si sollevi. E’ l’ora delle decisioni. Forti, definitive. Bisogna salvare Campania felix e i suoi abitanti. Più cittadinanza attiva, più partecipazione. Ma quella fattiva, concreta, positiva, che costruisce e non demolisce. Altrimenti piangeremo altri morti invano. E sarà un silenzio che griderà giustizia!

 

Gennaro Esposito

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