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Acerra – Teatro Italia – ISA DANIELI, GIULIANA DE SIO in “Le Signorine” di Gianni Clementi – Un “monologo in due”.

Acerra – Due attrici per un “monologo in due”; due attrici per riempiere l’intera scena; due interpreti come Isa Danieli e Giuliana De Sio. L’opera in scena è “Le Signorine” di Gianni Clementi per la regia di Pierpaolo Sepe.  Consenso ampio  per lo spettacolo portato in scena con sfondi di comicità ironia e un finale con amarezza. La trama narra di due sorelle; per una serie di circostanze sono rimaste senza una svolta nella loro esistenza a interrompere la costanza itinerante della vita. Una vita da single, a una certa età, è la loro condizione sociale! Una vita forse di rimpianti e d’occasioni mancate. Al momento trascorrono la propria esistenza in un ininterrotto, echeggiante scambio di accuse reciproche. La loro realtà lavorativa, dove scandiscono il loro tempo, è in una piccola storica merceria in un determinato vicolo di Napoli. Un’attività che ormai deve far i conti con empori cinesi e attività di fast food che fanno da pressante concorrenza. Addolorata e Rosaria, questi i nomi delle protagoniste, passano gran parte della loro giornata, per poi tornare nel loro modesto, decoroso, appartamento. Una vita scandita da ritmi standard, dalla monotonia, di rassicurante ripetizione delle circostanze temporali; tale circostanza non fa diminuire affatto una certa contrassegnata dinamicità del racconto scenico. Una delle due sorelle ha condotto una vita all’insegna del risparmio e sviluppando una mentalità patologica in tal senso. Rosaria ha fatto dell’avarizia e dell’accumulo lo scopo della propria esistenza; non ha nessuna intenzione di intaccare il cospicuo conto bancario per qualche alternativa economica. Un clima ostile si genera facilmente; l’uso eccessivo del televisore, con conseguente consumo di energia elettrica, esagerato secondo la convinzione autoimposta, può generare delle scenate inopportune. Certo una faticosa convivenza.  Le due “signorine” sono ormai ben oltre l’età da matrimonio. Un peso enorme!  Le poche notizie che gli giungono dal mondo esterno provengono dalle indiscrezioni dei parenti o dai reality in televisione; bolletta relativa al consumo permettendo. L’unico vero sfogo per Rosaria e Addolorata sembra essere la loro continua, estenuante lotta; un conflitto, dove l’unico rifugio, simbolico, è entrare in un grosso armadio al centro scena. Brani musicali penetrano nella scena e la rendano emozionante; alcuni sembrano provenire da una radio su di un mobile a fianco del letto, pongono l’accento determinati passaggi scenici; valga come esempio un brano di Giuni Russo come “ Alghero” o un motivo musicale di Fred Buscaglione.  Una sorella domina e l’altra subisce in un costante duello scenico con inversione delle parti. Il gioco delle schegge impazzite, che sarebbe durato all’infinito se non avvenisse un inaspettato imprevisto che immette in un corso impreveduto. Si capovolgono le sorti e infine Addolorata ha l’occasione di mettere in atto una sorta di vendetta personale. Rosaria intrepretata da Isa Danieli, ha un mancamento molto grave con relativo ricovero in ospedale. Riesce a riprendersi ma è costretta a usare una sedia a rotelle con una paralisi molto accentuata. È l’epilogo! C’è spazio per un qualcosa di surreale; per la descrizione scenica di qualche sogno o incubo di troppo di una delle due protagoniste; di certo non ci saranno più risparmi: ecco un televisore di nuova generazione, vestito nuovo e altri desideri rimasti irrealizzati fino a poco tempo prima: tra altro, per Addolorata, si verifica l’illusione di un amore trovato seppur in tarda età; un mezzo ubriacone, dall’accento straniero. Un’illusione, ovviamente, per la coprotagonista, rivelata, da subito dopo un mancato appuntamento, essere poco attendibile. “Le Signorine”! È tale la dicitura che echeggia alla chiusura del sipario al primo atto dove c’è la frase: “ Non siamo signore! Siamo signorine! “. È una commedia che sa sfruttare abilmente la comicità che si cela dietro all’angoscioso vivere quotidiano, soprattutto grazie a due formidabili attrici, che trasforma i litigi e le miserie delle due sorelle, in occasioni continue di battute e relativi effetti. Nella loro veracità, Rosaria e Addolorata sanno farci svagarci e commuovere allo stesso tempo! In scena è il racconto della vita del genere umano nella sua globalità: ironia, gioie e dolori, illusioni e rattristi della vita vissuta familiare.  Per la prima volta insieme in scena Isa Danieli e Giuliana De Sio per mostrare perfettamente i caratteri e i conflitti interiori, disturbi della psiche, nevrosi delle due “signorine”: scostante Rosaria, con quella tirchieria che inasprisce, più utopista Addolorata, sottomessa in attesa di una rivincita, forse non voluta, senza contato con la realtà quella vera e non autoimposta, patologica e illecita, che forse arriverà… e arriva di fatto!

Antonio Romano

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