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Acerra -Teatro Italia. SERENA AUTIERI, PAOLO CALABRESI in “La Menzogna”. Intreccio amorosi e nevrosi quotidiane di coppia.

LA MUSICA DI RADIO ANTENNA CAMPANIA

Acerra – Secondo cartellone teatrale, gestito dal Teatro Pubblico Campano, in scena è stata rappresentata “La Menzogna” di Florian Zeller uno scrittore e drammaturgo francese. Grande consenso di pubblico che in qualche maniera si è sentito coinvolto suo malgrado. Una vita quotidiana, rappresentata sul palcoscenico, fin troppo reale anche se confinata nella finzione scenica, magari non nella sua massima accezione negativa, portata in scena. Uno spettacolo proposto per la Regia di Piero Maccarinelli. In scena attori come Serena Autieri, Paolo Calabresi, Totò Onnis e infine Eleonora Vanni.  Commedia contemporanea nella quale Zeller definisce con infiniti diversificanti frangenti il tema del desiderio del tradimento della verità e della menzogna. La menzogna sembra essere, alle volte, la più opportuna e più conveniente ma è sempre la strada della verità a imporsi e reclamare il suo giusto ruolo! Un duello tra questi concetti astratti che sono primari nel racconto della storia dell’umanità; i poli opposti costantemente presenti nell’esistenza storica e quotidiana. La trama si svolge in un ambiente quasi irrazionale; una parete cieca grigiastra verticale; un salotto elegante collegante con una cucina dove in trasparenza s’intravedono gli attori nelle loro distinte ombre. Due coppie di amici, una cena ideata dopo molto tempo! È il quadro che si presenta all’apertura del sipario. Non tarda a presentarsi una situazione d’imbarazzo, intralcio che quasi improvvisamente incombe per alterare un clima di apparente calma, tranquillità. Fiorella Mannoia in un’interpretazione di una canzone, dal titolo “Quello che le donne non dicono” afferma in verso: “Se diciamo una bugia è una mancata verità”. È il senso della commedia! In scena, in un sapiente caos scenico, nevrosi quotidiane che si riscontrano anche nella realtà, quella della vita di coppia; verità e menzogna sembrano quasi sullo stesso piano. La rappresentazione, per molti versi, è una grottesca resa dei   conti nella vita di coppia, che mostra quella falsa morale che nasconde, quasi sempre le convenzioni: solo quattro i personaggi per riempire tutta la scena; Paolo, Alice, Lorenza, Michele. Solo apparentemente questi ultimi, personaggi, credono di vivere in un sistema di valori morali. Secondo usanze, tradizioni innate, forse pensano che il trasgredire, a proprio vantaggio, ovviamente,  sia da regola! La dimensione è anche sul piano psicologico nel dialogo di coppia; un abile gioco di mascherare per sviare. Un gioco divertente e spietato alle volte che rende confusi i confini fra la menzogna e la verità; un abisso separa questi ultimi eppure sembrano legati da un sottile filo conduttore. Un confine molto labile e tagliente quando si prendono in considerazione il reale e l’immaginario. Tensioni quotidiane che sgretolano il rapporto di coppie: litigi, urla, confessioni dichiarate e ritrattate subito dopo opportunamente. Pause sceniche, bui momentanei che accrescono il sentimento di riflessione e di suspense, subentrano nella scena a rilevare determinati passaggi! Nell’epilogo della rappresentazione la storia, solo nell’epilogo, è raccontata di nuovo dall’inizio; un ripetitivo riavvolgere il nastro del tempo che ricomincia a scorrere! Sembra tutto tale; uguale! Esiste, in quest’ultima fase, un’eccezione, un particolare che all’inizio non c’era e non poteva esserci!  Vale a dire la descrizione che entrambe le coppie ha per amante il partener dell’altro a loro insaputa! Un colpo di scena inaspettato davvero! Di questo intreccio amoroso di situazioni, nevrosi di bisogno di considerazione.

A.R.

 

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