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AD ACERRA AD ESSERE AUTOSOSPESA E’ LA DEMOCRAZIA E LA RAPPRESENTANZA

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La notizia dell’autosospensione dall’incarico dell’assessore Vincenzo Falco perché divenuto, nel frattempo, dirigente scolastico di un istituto in provincia di Brescia, ci lascia basiti e rappresenta solo l’ultima farsa di un’amministrazione comunale totalmente arroccata nel Palazzo nella stregua difesa delle proprie piccole rendite di posizione. Ci lascia basiti perché si tratta di una decisione  priva di qualsivoglia fondamento giuridico – nessuna norma prevede l’autosospensione di un assessore comunale – dettata unicamente dalla volontà di piegare alle proprie esigenze personali la funzione pubblica ricoperta. Un fatto al limite del grottesco se non comportasse una serie di conseguenze di carattere politico e amministrativo. Cosa vuol dire “autosospensione”? Chi ricoprirà le pesantissime deleghe di Falco (Pubblica istruzione e Politiche del Lavoro) in questo periodo (breve? lungo?) di assenza dell’assessore? Imbarazzante è, perciò, la posizione del primo cittadino, grave è il silenzio della sua maggioranza, del tutto asservita alle decisioni del Sindaco o di qualche suo luogotenente, complice l’inconsistenza politica e programmatica dell’opposizione. Nessuno ha avuto l’autorevolezza per chiedere o imporre all’assessore le dimissioni, misura del fatto che Falco, assessore dal lontano 2006, passato per tre giunte comunali di colore diverso, sfiduciato pubblicamente e poi ripescato dal sindaco è – con il suo inesistente partito – il garante di equilibri politici delicatissimi e inscalfibili, mentre i continui rinvii dell’annunciato rimpasto di giunta, le voci su un possibile allargamento della maggioranza rimandano all’esistenza, in seno al consiglio comunale, di interessi poco chiari, che poco o nulla hanno a che fare con la normale dialettica democratica e con l’interesse pubblico.
Sullo sfondo restano i gravissimi problemi dell’istruzione pubblica cittadina – dalla questione persa del primo circolo alle inascoltate mobilitazioni studentesche che chiedono diritti e spazi – di cui il prof. Falco, fosse solo per il tempo in cui ha avuto responsabilità di governo, è fra i principali responsabili – il dramma occupazionale della nostra terra, rappresentato dal presidio fuori al Comune del lavoratori del Consorzi, l’assenza – gravissima – di un assessore all’Ambiente in un territorio complicato come quello acerrano.

Cantiere della Sinistra Unita di Acerra

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