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Addio a Carlo Azeglio Ciampi: ha portato l’Italia in Europa e riscoperto l’orgoglio nazionale, l’Italia piange il presidente buono

Il presidente emerito della Repubblica si è spento a 95 anni. Livornese e governatore di Bankitalia negli anni Ottanta, venne scelto dai partiti fuori dal Parlamento per l'incarico al Quirinale

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ROMA  Ci ha lasciato l’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. E’ deceduto oggi in una clinica romana, all’età di 95 anni. Recentemente era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Ciampi era ricoverato da alcuni giorni nella Clinica Pio XI, dopo un peggioramento delle sue condizioni di salute. La camera ardente aprirà domani, sabato, alle 16 in sala Nassirya a Palazzo Madama e chiuderà alle 20 per poi nuovamente riaprire domenica, dalle 9 fino alle 13. Sarà presente il presidente del Senato, Pietro Grasso. Le esequie in forma privata si terranno lunedì prossimo, 19 settembre, alle 10.30, nella parrocchia di San Saturnino Martire, nel quartiere Trieste di Roma, frequentata dall’ex Capo dello Stato e distante poche centinaia di metri dalla casa di Ciampi. Nato a Livorno il 9 dicembre 1920, è stato il decimo presidente della Repubblica dal 18 maggio 1999 al 15 maggio 2006. Ha ricoperto il ruolo di governatore della Banca d’Italia dal 1979 al 1993, presidente del Consiglio dei ministri (1993-1994), ministro del Tesoro e del Bilancio e della programmazione economica (1996-1997), quindi ministro del Tesoro, del bilancio e della programmazione economica (1998-1999). Arriva via Twitter il messaggio di Cordoglio del presidente del Consiglio Matteo Renzi: “L’abbraccio del governo alla signora Franca. E un pensiero grato all’uomo delle Istituzioni che ha servito con passione l’Italia”. Anche il presidente del Coni Giovanni Malagò rende omaggio alla figura di Ciampi invitando le Federazioni nazionali, le Discipline associate e gli Enti di promozione sportiva a osservare un minuto di silenzio prima di ogni evento sportivo che si terrà nel fine settimana. «Ho avuto una botta di vecchiaia», ripeteva Ciampi negli ultimi tempi agli amici, giustificando così la propria ritrosia ad apparire in pubblico. Un pudore che era anche una cifra del suo temperamento. Età e piccoli acciacchi a parte, a opprimerlo sul serio era un Parkinson in continua evoluzione e che lo aveva portato a soffrire più o meno gli stessi sintomi di Papa Wojtyla, nella stagione finale del pontificato. Una malattia invalidante, alla quale però non si è arreso mai, fino all’ultimo. Finché le sue condizioni glielo hanno consentito non ha perso l’abitudine di andare nel studio di senatore a vita, a Palazzo Giustiniani, dove dettava qualche lettera alla segretaria o riceveva i pochi intimi che ancora andavano a trovarlo. Al sua fianco fino alla fine c’è stata la moglie Franca.Dalla nostra Redazione sentite condoglianze alla famiglia ,e alla moglie signora  Franca per la perdita del nostro amato presidente.

di Antonio Franzese- l’italia piange il presidente amato da tutti Ciampi 

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