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Agrivillaggi: modello di sviluppo per il territorio nolano

Gli agrivillaggi, un modello di sviluppo per l’area nolano: convegno lunedì presso il convento di Santo Spirito (ex carcere mandamentale”

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Nola – “Il Paesaggio: vista, udito, olfatto, gusto, tatto”, un modello di sviluppo per il nolano.

E’ questo il titolo della convention promossa dall’associazione Gli Innamorati della Festa in collaborazione con l’ordine degli architetti nell’ambito della rassegna “Valorizzare il territorio”.

L’appuntamento è fissato per lunedì 10 novembre presso il convento di Santo Spirito di via Merliano a partire dalle ore 18,00. Ad intervenire saranno tra gli altri il sindaco Geremia Biancardi, l’assessore all’urbanistica del comune di Nola, Gianpaolo De Angelis, l’onorevole Paolo Russo, l’architetto Salvatore Visone presidente dell’ordine degli architetti Ppc di Napoli.

Elemento centrale della tavola rotonda è il modello dei così detti agrivillaggi elaborato da un gruppo di giovani architetti di Nola composto da Luisa Mauro, capogruppo, Dario Esposito e Daniela Esposito, insieme ad Adriano Stinca, agronomo, che lo scorso anno ha partecipato ad un bando di concorso della Regione Campania.

L’agrivillaggio è un progetto d’avanguardia urbanistica dove il mondo produttivo agricolo e l’abitare di qualità mirano ad integrarsi in modo naturale e fisiologico. Nell’attuale mondo produttivo agricolo l’urbanizzazione la fa da padrone, gli insediamenti urbani sono più grandi con un consequenziale eccessivo utilizzo delle risorse naturali, problemi di integrazione tra territorio e abitanti e lo spopolamento delle aree agricole.

Scopo dell’ipotesi di sviluppo è consumare risorse naturali ad un ritmo che consente ai sistemi naturali di poterle rigenerare costantemente, spendendo gli interessi del capitale naturale senza intaccare il capitale stesso.

Il gruppo ha messo in risalto e connesso, una molteplicità di elementi che si possono raggruppare in tre macro categorie: il sistema dei beni storico-culturali, il sistema religioso e dei castelli, il sistema naturalistico e gastronomico. Hanno, inoltre, effettuato una calendarizzazione di tutti questi elementi, a partire dalla stagionalità dei prodotti alimentari e dalla scansione temporale legata alle festività religiose, al centro delle quali occupa un posto privilegiato la Festa dei Gigli di Nola.

L’agrivillaggio, visione nata dal pensiero di Giovanni Leoni che interverrà alla convention è una sorta di quartiere agricolo alle porte della città in grado di dare ospitalità a circa 200-250 persone, autosufficiente, iperconnesso e sostenibile dal punto di vista economico ed energetico, il cui impatto ecologico con l’ambiente circostante è nullo.

Con l’agrivillaggio non ci si limita a coltivare il terreno per metterlo a disposizione degli abitanti, ma si costruisce un tessuto dove le attività sociali possono svilupparsi in armonia con i cicli naturali.Si tratta, dunque, di una visione di vita in comunità basata sulla condivisione, sulla sostenibilità e sull’autosufficienza energetica ed alimentare.

L’architetto Maria Maddalena Simeone, invece, discuterà del tema “La riabilitazione dell’identità agricola dell’agroversano. Da degrado a bellezza”

A serrare le fila del discorso sarà l’intervento conclusivo del professor Vincenzo Meo che illustrerà lo stato dell’arte del Piano strutturale dell’agro nolano. I lavori del convegno saranno anticipati dalla visita guidata al convento di Santo Spirito da parte dell’architetto Maurizio Barbato.

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