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Ancora bagarre sulle riforme. Da Renzi stop a cambiamenti Italicum

Fi, premier faccia la prima mossa. Minoranza Pd apre a Grillo e Lega

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Tensioni forti sulle riforme ma non sembrano fare breccia nel governo le richieste per un cambiamento della legge elettorale.

 “Noi non chiediamo niente, è Renzi che deve fare la prima mossa. Sì-sì o no-no”. Lo scrive “Il Mattinale” (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati. “La proposta lineare, bella ma impossibile, conoscendo il nostro gallo cedrone di Firenze, è questa. Primo: elezione diretta del Senato e modifica conseguente dei suoi compiti. Primo bis: premio di coalizione e non di lista nell’Italicum. Questo comporterebbe il riconoscimento di Renzi d’aver sbagliato, visto che ha giocato il tutto per tutto proprio su velocità e intoccabilità dei punti sostanziali che noi abbiamo contraddetto come da schema appena esposto”. “Ammettiamo che dica di sì. Sarebbe indebolito, sconfitto, perderebbero credibilità le sue perentorie uscite da uomo-solo-al-comando su tutto il resto. La via d’uscita a questa debolezza sarebbe un cambio della guardia a Palazzo Chigi, e si riaprirebbe il tavolo dei programmi e delle offerte di governo”. “La nostra proposta quale sarebbe? Grosse Koalition, per concludere le riforme in questa legislatura e rispondere alle emergenze di governo ordinario, rimediando alla truffa numerica implicata da una Camera delegittimata da un premio incostituzionale e a un Senato con transfughi d’ogni sorta”. “Ma questo è un cammino bello ma impossibile. Renzi resisterà. Farà di tutto per vincere con qualsiasi trucco al Senato. E in caso contrario andare a elezioni. Su questa alternativa fasulla, Renzi punta tutto”, aggiunge “Il Mattinale”.

“Non vogliamo né Nazareni Bis né governissimi – dice Giovanni Toti –  sulle riforme abbiamo detto una cosa di buon senso ossia se il governo Renzi vuole riforme largamente condivise metta in discussione l’impianto autarchico della riforma, e Forza Italia siederà al tavolo per discutere, i pre-requisiti che vogliamo sentire per sederci sono il Senato elettivo e la legge elettorale”. Per Fi alleanze in Parlamento? “No, nessuna alleanza, noi siamo opposizione”, ha risposto il governatore della Liguria al Tg3. “Il Pd, in congresso permanente, risolva le sue beghe interne”, ha aggiunto il consigliere politico di Fi che sulle riforme ha insistito sul Senato elettivo e sul premio di coalizione. “Ma se Renzi pensa che a lui tocchi dettare le condizioni mentre tutti gli altri devono fare sì con la testa, allora noi non ci stiamo. Se invece il governo intende dialogare con Fi e mette in discussione l’impianto della riforma bene. Se però intende andare avanti con i numeri che non ha si assumerà la responsabilità di fare le riforme non condivise. Noi – ha concluso – siamo a disposizione per un ragionamento serio.

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