Alla battaglia politica e di piazza condotta dal PCIML ora si affianca quella legale. E intanto Procida è ancora senza un regolamento con cui si possa stabilire che queste antenne non possano essere collocate nei centri abitati…

A Procida continua la battaglia di civiltà sociale dei cittadini di via Regina Elena per chiedere e ottenere la rimozione dell’antenna di telefonia mobile piazzata sul lastrico solaio di palazzo Mazzella venerdì 18 aprile2014, nel mentre tutta la popolazione locale era intenta ad assistere alla storica processione dei Misteri. Una battaglia che sul piano politico e sociale da mesi viene portata avanti dal Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista guidato da Domenico Savio e a Procida rappresentato da Stanislao Strazzi e che nei mesi scorsi ha visto tanti cittadini scendere in piazza con un presidio di protesta tenuto sotto il palazzo Municipale di via Libertà affinché quell’antenna venga al più presto rimossa. Ma in queste ore alla battaglia di piazza si è affiancata quella legale. Infatti due condomini di palazzo Mazzella, rappresentati dallo Studio legale ischitano Buono-Molinaro e seguiti dagli avvocati Bruno Molinaro e Miriam Petrone, hanno presentato ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale della Campania. Al T.A.R. si chiede l’annullamento del permesso di costruire e di tutti gli atti con cui si è concesso alla Vodafone Omnitel di installare l’antenna in via Regina Elena. L’Avvocato Bruno Molinaro dinanzi alle nostre telecamere ci ha spiegato brevemente quali sono i motivi su cui si fonda il ricorso. “A mio avviso – ci ha dichiarato l’Avvocato Bruno Molinaro – sussistono numerosi vizi nel procedimento che ha condotto al rilascio dei titoli abilitativi da parte del comune di Procida. La Vodafone, infatti, non ha prodotto una documentazione  idonea e conforme ai modelli indicati tassativamente dal decreto legislativo n. 259 del 1993, ma la cosa più grave è che l’antenna contestata insiste su un lastrico solare di proprietà comune, ovvero di proprietà di tutti i condomini del fabbricato Mazzella, che non hanno mai prestato alcun consenso alla relativa installazione, né implicito, né esplicito. E la giurisprudenza, anche del TAR Campania, è chiara nel ritenere che, in questi casi, l’esercizio dell’attività edificatoria, alla quale è riconducibile anche l’installazione di una antenna con basamento per l’attivazione di una stazione radio base come quella di specie, richieda il consenso preventivo ed ineludibile di tutti i comproprietari dell’immobile. In mancanza di tale consenso, il richiedente (nel nostro caso la società di telefonia mobile) difetta di legittimazione ai fini dell’esercizio della attività costruttiva. In altri termini, è come se qualcuno pretendesse dal comune il rilascio di un permesso a costruire per la realizzazione di opere in casa altrui. D’altronde, agli atti non vi è alcuna prova dell’esistenza di una convenzione dalla quale sia possibile desumere la proprietà esclusiva del predetto lastrico solare da parte della Vodafone. In tale ipotesi, vale, pertanto, la presunzione di condominialità stabilita dal codice civile, che non ammette deroga”. Sin qui le dichiarazioni di Molinaro. Intanto in attesa che si pronunci il T.A.R., il PCIML continua a chiedere la sollecita rimozione di tutte le antenne di telefonia mobile presenti nei centri abitati di Procida, attraverso l’immediata approvazione di un regolamento comunale che ne preveda l’installazione solo in luoghi lontani dalle abitazioni e dagli istituti pubblici. Un regolamento che nonostante i proclami dei mesi scorsi del Sindaco Vincenzo Capezzuto tarda ancora ad essere approvato dalla Commissione competente.

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