Quotidiano di informazione campano

Anziani a rischio demenza e Alzheimer con alcuni farmaci comuni

0

Mai prendere farmaci su iniziativa personale, soprattutto per periodi prolungati, è una regola valida per chiunque, soprattutto per i più anziani. A ricordarlo è uno studio finanziato dall’Istituto nazionale dell’invecchiamento statunitense, che mette sotto i riflettori i cosiddetti anticolinergici perché aumentano il rischio di demenze, tra cui l’Alzheimer.

Sebbene da tempo molte evidenze scientifiche abbiano messo in luce l’impatto di questa classe di farmaci sul declino cognitivo, lo studio condotto da un team della University Washington School of Pharmacy ne dimostra per la prima volta lo stretto un legame dose-risposta: maggiore è la dose, più cresce il rischio di conseguenze per il cervello. Gli anticolinergici frenano l’azione dell’acetilcolina, un neurotrasmettitore fondamentale per inviare correttamente gli impulsi nervosi. Farmaci comuni, che includono anche alcuni antidepressivi o pillole per dormire, il cui effetto sul sistema nervoso può persino proseguire anche dopo la sospensione della terapia.

Il punto, sottolineano i ricercatori, non è sconsigliarne l’utilizzo nella terza età ma farne un uso consapevole. «Gli anziani dovrebbero essere informati che molte medicine, incluse alcune disponibili senza necessità di prescrizione, hanno un potente effetto anticolinergico», spiega Shelly Gray che ha firmato la ricerca pubblicata sulla rivista JAMA Internal Medicine. «Ma ovviamente nessuno dovrebbe smettere di assumere le terapie senza aver prima consultato il medico». Le conclusioni dei ricercatori, che hanno analizzato dati di oltre 3.500 over partecipanti allo studio Adult Changes in Thought (ACT), mirano a richiamare l’attenzione anche dei medici. «Se intendono prescrivere un farmaco con effetto anticolinergico perché lo ritengono la migliore terapia per il paziente – conclude l’esperta – dovrebbero suggerire la minore dose efficace, monitorare la terapia con regolarità per assicurarsi che funziona e interromperla se non dà benefici».

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.