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APPALTI TAROCCO.CHIESTA LA CONDANNAPER ELENA STASI E PAOLINO MADDALONI

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Appalti pilotati per favorire Nicola Ferraro. Il pm chiede la condanna a due anni e due mesi per lex commissario straordinario del Comune di Caserta, Paolino Maddaloni , e per il suo ex vice, Maria Elena Stasi. Turbativa dasta e abuso dufficio in concorso, questi i reati contestati dal pubblico ministero, Antonello Ardituro, allex prefetto di Frosinone, oggi a disposizione del Ministero dellInterno, e alla deputata del Pdl. Due anni e due mesi, ciascuno, la condanna invocata dal magistrato. Allattenzione della giustizia una gara indetta dal Comune di Caserta relativa allinstallazione di centraline per il monitoraggio della qualità dellaria in corso Trieste nella primavera del 2006.

Nel dettaglio, fornitura e messa in opera di 11 stazioni fisse, 2 pannelli sinottici e 1 centro informatizzato di acquisizione e elaborazione dati, per il monitoraggio della qualità dellaria nel territorio comunale di Caserta. Appalto, secondo laccusa, assegnato a Ferraro allepoca del commissariamento dellEnte, retto da Maddaloni e dalla Stasi, grazie alladattamento delle procedure di gara alle esigenze dellex esponente dellUdeur. Il 2 marzo del 2006, Maddaloni avrebbe deliberato lannullamento di quella gara e incaricato il dirigente competente di ricondurre lopera nei termini economici delprogetto pilota e, cioè, nei limiti dellimporto di 387.342,70 euro. Successivamente, però, secondo la Dda, avendo appreso che della vicenda era direttamente interessato Ferraro, il commissario avrebbe deciso di non annullare la gara, ma di ridurre limporto finanziato da 1.400.000,00 euro a 700.000,00 euro. Al termine della requisitoria del pm, il difensore di Maddaloni, Vittorio Giaquinto, nella sua arringa, ha contestato, punto per punto, lipotesi accusatoria. La difesa ha sostenuto che lex prefetto non avrebbe firmato nessun atto, così come sostenuto dallo stesso imputato nel corso di dichiarazioni spontanee rese alla magistratura.La specifica vicenda dellappalto delle centraline -aveva detto Maddaloni -iniziata peraltro nel 2003, con la precedente gestione ordinaria del Comune di Caserta va inserita in un più ampio ambito in quanto si erano tenute diverse riunioni e discussioni, con la partecipazione del segretario comunale, di tutti i dirigenti, nonchè dello stesso commissario straordinario, Prefetto Elena Maria Stasi, del sottoscritto e del dottor Iorio, ambedue nella veste di sub commissari, riunioni tutte finalizzate alla predisposizione del bilancio di previsione che, attese le gravose condizioni economiche-finanziarie del Comune di Caserta, richiedeva conseguentemente di procedere a riduzioni e tagli di spese, vendite di beni comunali ed aumenti di tasse. Ho fatto presente ai magistrati di non aver subito pressioni da alcuno sulla vicenda e che nessun atto o deliberazione è stato da me adottato al riguardo.

Antonella Giannattasio

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