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Armatore tedesco,

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La colpa del naufragio della Costa Concordia, che e’ costato la vita a 32 persone, ricade esclusivamente sulle spalle del suo comandante Francesco Schettino. Lo ribadisce in un’intervista alla ‘Frankfurter Allgemeine Zeitung’ (Faz) il presidente della societa’ armatrice Costa Crociere, Michael Tamm, secondo il quale “gia’ al momento di salpare il capitano si era discostato dalla rotta di passaggio autorizzata dalla societa’ armatrice. Si e’ poi discostato anche dalla sua nuova rotta, che prevedeva di portare la nave in prossimita’ dell’isola del Giglio. Ci sono state due modifiche, volute e compiute dal capitano. E’ questo che ha causato l’incidente”. Il manager tedesco aggiunge che la perdita della nave ed il suo recupero costeranno una cifra a tre zeri in termini di milioni di euro, anche se “la nave era assicurata. Ma non e’ ancora certo quale parte di questa cifra dovremo assumercela noi. Vogliamo realizzare una soluzione pulita e tecnicamente fattibile per portare via la nave. I costi non hanno alcuna importanza, in ogni caso sono un fatto secondario”. Riguardo all’indennizzo dei passeggeri superstiti del disastro, a ciascuno dei quali sono stati offerti 11mila euro, Tamm spiega che “il 10% dei passeggeri, dunque qualcosa di piu’ di 300 persone, ha fatto ricorso. Si tratta di una cosa naturale e spettera’ ai tribunali fare chiarezza. Non pensiamo di dover pagare di piu'”. Nonostante le ricadute negative dovute al disastro, la Costa Crociere ha chiuso il 2012 “con un utile non indifferente”, con il futuro delle crociere che si presenta roseo. “Il settore e’ cresciuto in Europa tra il 2% ed il 3% nel 2012”, conclude il manager, secondo il quale “nel 2013 dovrebbe essere possibile fare di meglio”.

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