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Arresti in Belgio, obiettivo folla e raduni per seguire match Belgio-Irlanda

Almeno 12 persone sospettate di preparare un attacco sono state fermate

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I terroristi tornano a spaventare la capitale belga, ma stavolta la cellula dell’Isis che “verosimilmente” voleva colpire i tifosi incollati ai maxischermi durante la partita Belgio-Irlanda viene fermata prima che potesse portare a termine quell’ “attacco imminente” che ha fatto scattare il maxi blitz della notte scorsa.

Dodici fermi, 150 perquisizioni e oltre 40 interrogati, hanno permesso alla polizia di sventare un nuovo piano di morte che voleva colpire la ‘fan zone’ di Bruxelles proprio nel pomeriggio, durante la partita della nazionale. In serata il giudice ha confermato tre arresti, accusandoli di tentato omicidio terrorista, mentre gli altri sono stati rilasciati dopo gli interrogatori.

L’allerta resta elevata e il Governo belga ha deciso di prendere misure di sicurezza straordinarie, soprattutto per proteggere i luoghi affollati dove i tifosi seguono le partite.

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L’esperto, vogliono colpire gente, non potere – La retata anti-terrorismo messa a segno in Belgio cade a circa tre mesi dagli attacchi compiuti a Bruxelles con una serie di esplosioni coordinate che fecero decine di vittime e probabilmente segna anche un salto di qualità sul piano investigativo, dopo le lacune messe a nudo proprio dall’esito, tragico, degli attentati. “E’ difficile dirlo – osserva Andrea Margelletti, presidente del Ce.S.I., Centro studi internazionali – perché non siamo dentro alla macchina delle indagini, ma ho la forte sensazione che a seguito degli evidenti problemi emersi nei mesi scorsi, in Belgio si siano resi conto, attraverso la lezione più dura di tutte, che dovevano cominciare a parlarsi di più. Ad eccezione dell’Italia, il limite europeo in tutti i paesi è sempre lo stesso: c’è un’eccellente cooperazione internazionale, quasi un’integrazione – e su questo fronte possiamo dire che è difficile fare di più; ma nei singoli paesi c’è una carenza di comunicazione interna tra i vari corpi che si ripercuote negativamente sulle indagini. Questo tema riguarda tutti, tranne l’Italia e in parte la Gran Bretagna con Scotland Yard e i rapporti con i corpi di polizia delle singole contee”. Ora, però, bisognerà capire se i fermi saranno tutti confermati. “Certo. Ma questo fa parte delle regole del gioco: si butta la rete, bisogna poi vedere quanti pesci restano”. Un altro aspetto riguarda il fatto che i presunti terroristi puntavano a entrare in azione, secondo i primi riscontri, durante Euro 2016, quindi un’importante manifestazione sportiva. “La strategia – fa notare Margelletti – mi sembra in linea con quella adottata finora, ossia colpire la quotidianità e le persone, piuttosto che i simboli del potere; attaccare i punti di aggregazione, esattamente come avvenuto al Bataclan, spaventare la gente e obbligare un movimento popolare a paralizzare il proprio governo”.

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