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ARRIVA LA TASSA SU TATUAGGI E PIERCING.

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L’imposta annuale è pari a 1,58 Euro per ogni cm quadrato di disegno sulla pelle con un aggravio di €uro 19,85 per ogni disegno a tema violento, sessuale o di discriminazione razziale e Euro 6,52 per ogni piercing.

Il controllo dell’avvenuto pagamento dell’imposta sarà effettuato direttamente sulle spiagge dagli agenti del CDB (Controllo Demaniale Bagnanti) delle Capitanerie di Porto o, a campione per le strade pubbliche dagli ISC (Ispettori Sanitari Cittadini) che potranno effettuare ispezioni corporali ai potenziali portatori.

Scade il 30 Giugno il pagamento dell’ISE (Imposta Sanitaria Estetica), il termine ultimo varato dal Governo Monti al quale si dovranno adeguare tutti coloro che hanno sul proprio corpo tatuaggi e piercing, finalizzata a finanziare il Sistema Sanitario Nazionale (SSN), un’imposta voluta fortemente dalla Unione Europea e dal CEPCM (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie).

Si calcola che in Italia ci siano circa 7 milioni di tatuati e 3 milioni di persone che hanno piercing.  Questo enorme numero di potenziali pagatori dell’imposta porterà un gettito fiscale nelle casse dello Stato di ben 800 milioni di euro annui, i costi altissimi del sistema sanitario che affronta quotidianamente questo problema, hanno imposto l’imposta (scusate il gioco di parole).

Il tatuaggio ed il piercing, infatti, causano lesioni della pelle con infezioni cutanee da stafilococco assai gravi e altre complicazioni come:

– reazioni allergiche
– Patologie infettive
– sangue infetto
– l’epatite B e C
– il tetano
– l’HIV, cioè il virus che provoca l’AIDS
– lebbra
– pseudolinfomi
– sarcoidosi
– complicazioni della risonanza magnetica

Il costo di un tatuaggio abbastanza piccolo varia dai 100 ai 200 euro, mentre quelli grandi possono arrivare anche a 500 euro; una piccola imposta aggiuntiva sicuramente non sarà ritenuta dagli amanti di questo genere di diminuzione parziale o permanente delle integrità fisica una cosa inaccettabile.

Ci spiega il Dott Philippe Busquin, Commissario Europeo per la Ricerca: “Se qualcuno decide di farsi un tatuaggio o un piercing, vorremmo che lo facesse con le adeguate garanzie sanitarie e di sicurezza. Siamo sicuri che l’imposta diffonderà la conoscenza dei rischi associati a queste abitudini e indurrà , da un lato, gli operatori che praticano le tecniche del tatuaggio e del piercing a rispettare i requisiti di sicurezza e, dall’altro, gli stati membri a prendere misure adatte ad affrontare il problema”.

In circa la metà dei casi, il piercing può condurre ad infezioni acute per cui si rende necessario un trattamento medico o persino il ricovero ospedaliero. Dalla fine del 2002 in Europa si sono registrati duecento casi di decesso in seguito a piercing o tatuaggi e oltre 3 milioni di ricoveri ospedalieri.

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