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Attendi a cosa comprate da radio antenna campania il miele fatto anche con la merde ,ora in una puntata di la gabbia lolio fatto con la merde e anche le ditte

Cronaca radio piazza newsMERDA AL POSTO DELL’OLIO DI OLIVA? ECCO I 7 “GRANDI MARCHI” SOTTO INCHIESTA A TORINO

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In una puntata di “La Gabbia”, trasmissione condotta da Paragone, lo stesso conduttore viene enfatizzato per aver “messo a tacere” l’europarlamentare del Pd Kyenge, famosa per via di una questione che di recente l’ha resa tra i protagonisti, proprio nel parlamento europeo. La scelta di votare a favore dell’ingresso in Europa a dazio zero dell’olio tunisino è una scelta che fa molto discutere.

L’olio tunisino è meno genuino di quello europeo, perché non ci sono i necessari controlli. Non solo: dell’olio tunisino è presente anche negli oli italiani ed europei in generale, e ciò di per se fa discutere per via del fatto che si tratta di un olio senza controlli anche in quel caso che viene etichettato come “olio comunitario” in quanto passa per il Portogallo.L’olio d’oliva spacciato per extravergine da 7 grandi marchi, alcuni recentemente acquisiti da gruppi stranieri. A scoprire il raggiro sono stati i carabinieri del Nas di Torino dopo le verifiche partite a seguito di una segnalazione di una rivista di consumatori alla procura torinese. Secondo le analisi eseguite a campione dai laboratori dell’agenzia delle Dogane e dei Monopoli su oli di note marche, il prodotto non era extravergine come invece pubblicizzato sulla bottiglia. Per questo il pm Raffaele Guariniello ha iscritto nel registro degli indagati una decina di rappresentanti legali di varie aziende per frode in commercio. Il magistrato ha anche informato il ministero delle politiche agricole. Nel mirino sono finite CarapelliBertolliSassoCoricelliSanta Sabina,Prima Donna e Antica Badia.La denuncia di Coldiretti – A favorire le frodi è certamente il record di importazioni con l’arrivo dall’estero nel 2014 di ben 666mila tonnellate di olio di oliva e sansa, con un aumento del 38% rispetto all’anno precedente. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare l’indagine torinese: “Occorre fare al più presto luce per difendere un settore strategico del Made in Italy con l’Italia che – sottolinea la Coldiretti – è il secondo produttore mondiale di olio di oliva dopo la Spagna con circa 250 milioni di piante su 1,2 milioni, con un fatturato del settore è stimato in 2 miliardi di euro con un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative”. L’Italia, continua Coldiretti, è però anche “il primo importatore mondiale di oli di oliva che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri. Un comportamento che favorisce le frodi che vanno combattute anche con l’applicazione della disciplina del settore”.

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