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AUTORITARISMO ED ECCESSO DI POTERE ESERCITATO DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE MICHELE REGINE: DOMENICO SAVIO SCRIVE AL MINISTRO DELL’INTERNO E AL PREFETTO DI NAPOLI

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Il Consigliere comunale del PCIML Domenico Savio ritorna alla carica sullautoritarismo con cui il presidente del Consiglio comunale Michele Regine porta avanti i lavori del Consiglio comunale di Forio. E lo fa inviando una dettagliata nota al Ministro dellInterno e  Prefetto di Napoli. Richiesta di censura delleccesso di potere scrive Savio nelloggetto dellistanza – consistente in un comportamento eccessivamente rigoroso e autoritario, con cui il presidente del consiglio comunale di Forio conduce i lavori dellassemblea determinandone, in alcuni momenti, persino la paralisi. Il ruolo di presidente di unassemblea elettiva richiede, al contrario, un comportamento di responsabilità politica, di dialogo, di comprensione e di apertura innanzi tutto verso la minoranza consiliare, specialmente quando la maggioranza è schiacciante, come nel caso di Forio. In uno Stato democratico e antifascista e allinterno di unassemblea elettiva nessuna autorità può letteralmente zittire, non concedere la parola e minacciare di fare allontanare dallaula un eletto dal popolo che chiede di intervenire. I rincresciosi accadimenti della seduta del 8 maggio 2014. Nella lunga nota Domenico Savio tra laltro scrive: PREMESSO che il sindaco Francesco Del Deo non risponde mai né per iscritto né verbalmente alle sue interpellanze ed istanze sui problemi sociali fondamentali del paese contravvenendo, così, al dettato del punto 6. dellart.10 dello statuto comunale. Ciò spinge il sottoscritto a chiedergli, prima dellinizio della trattazione degli argomenti posti allordine del giorno della seduta – così come avveniva nei precedenti consigli comunali e avviene pure in altri Comuni italiani – risposte a tali interpellanze, oltre a sottoporgli questioni sociali importanti e di estrema urgenza e attualità suggeritegli dai cittadini. Inoltre, lamministrazione in carica governa Forio con metodo autoritario e antidemocratico, cioè dimperio e in contrasto coi principi di fattiva collaborazione tra maggioranza e opposizione, viene in consiglio comunale ermeticamente chiusa sulle scelte deliberative già decise precedentemente al suo interno, nulla concede al dialogo e alla comune elaborazione consiliare sugli argomenti da trattare e si dimostra persino insofferente alla richiesta di un intervento preliminare, che per il gruppo consiliare del P.C.I.M-L. rimane lunica e occasionale possibilità di formulare proposte per il bene del paese e di dialogare col sindaco e la sua amministrazione.

      Aggiunge pure, il sottoscritto, che quando un intervento preliminare gli è stato concesso, ugualmente il sindaco, quasi sempre, neppure ha risposto preferendo il silenzio, il sorriso o anche lironia, uno spettacolo  indegno di supponenza, autoritarismo e disprezzo per i problemi del paese che gli vengono rappresentati e per le esigenze di vita dei Foriani, oltre che di mancanza di rispetto istituzionale per un consigliere comunale eletto dal popolo. Il pubblico presente è testimone di quanto sostenuto, accuse gravissime quelle mosse da Savio che poi passa a descrivere latmosfera surreale venutasi a creare nel corso dellultimo consiglio comunale del 8 maggio 2014. Come di consueto spiega il Consigliere del PCIML – il sottoscritto ha chiesto preliminarmente la parola, che gli è stata concessa, ma appena ha cominciato a parlare delle intollerabili e insultanti dichiarazioni sul ruolo che svolge lopposizione consiliare rilasciate alla stampa dal presidente del consiglio Michele Regine, a chiedere al sindaco cosa avesse fatto, in base al preciso mandato ricevuto nella seduta precedente del consiglio comunale, per bloccare la disastrosa privatizzazione della Caremar, a sollecitare chiarimenti sulle selezioni e assunzioni che con poca trasparenza avvengono nelle aziende partecipate dal Comune e in quelle affidatarie di servizi comunali, il presidente, senza riguardo istituzionale per un eletto e rappresentante del popolo e con atteggiamento autoritario e antidemocratico ha cominciato a interromperlo, a togliergli la parola, a proibirgli finanche, con inaudito autoritarismo, di continuare a verbalizzare la sua risposta alle infondate accuse e richieste di provvedimenti da parte del Prefetto verbalizzate precedentemente e abbondantemente dal presidente del consiglio, a togliergli e negargli la parola, ad accusare, sempre il sottoscritto di essersi allontanato dallargomento in discussione, a esasperare il confronto, a suscitare il dissenso composto di parte del pubblico sino a sospendere ingiustificatamente, illegittimamente e senza concreto motivo per ben tre volte i lavori del consiglio, al solo scopo di togliere la parola al sottoscritto, di impedirgli di concludere la detta verbalizzazione e di concludere il suo breve intervento preliminare su alcuni problemi essenziali e urgenti del paese: E poi laffondo senza peli sulla lingua. Il presidente del consiglio sottolinea savio – ha strumentalmente persino accusato il sottoscritto di non consentire lapprovazione del consuntivo 2013, quando questo non poteva essere messo neppure allordine del giorno, perché mancante della relazione dei revisori dei conti ed è per questo motivo, su proposta di un consigliere della maggioranza, che largomento è stato rinviato allapprovazione di altra seduta del consiglio. E che dire della lettera di undici consiglieri della maggioranza su quattordici che hanno scritto al presidente del consiglio, cioè a un componente della stessa maggioranza amministrativa, chiedendogli di far rispettare i tempi di intervento sugli argomenti da deliberare? Consiglieri di maggioranza che intervengono poco o niente sugli argomenti da deliberare, probabilmente perché hanno già tutto deciso nelle riunioni di maggioranza, e che dimostrano fastidio e insofferenza verso i fondati e pertinenti interventi dei due consiglieri della minoranza. La verità è che la minoranza consiliare viene persino fatta oggetto di ostruzionismo politico da parte della maggioranza consiliare e amministrativa, laddove cerca di zittirla in vari modi e di ostacolarne la propria funzione istituzionale. Come ricorderete in quella seduta più di una volta Michele Regine sospese il Consiglio più di una volta parlando persino di tumulti che non si serano mai verificati. Il presidente del consiglio comunale continua la nota di Domenico Savio – è arrivato finanche a parlare di tumulti in sala, naturalmente inesistenti, e a chiamare i vigili e i carabinieri e fatto uscire dalla sala, poi rientrato, un cittadino che si era permesso, si badi bene, di applaudire per qualche secondo lintervento del sottoscritto, cosa semplice e normale che avviene regolarmente nelle assemblee elettive pubbliche. Forse alla maggioranza amministrativa e consiliare danno  fastidio le riprese video-audio del suddetto cittadino che effettua in nome e per conto del gruppo consiliare del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, riprese che in nome della trasparenza e della democrazia oramai avvengono in tante assemblee elettive, dal parlamento ai consigli regionali e provinciali sino a quelli comunali, e che per esse il suddetto gruppo consiliare ha presentate regolare e tempestiva comunicazione al presidente del consiglio. E assurda e inconcepibile la pretesa di zittire il sottoscritto ostacolandolo nella trattazione di importanti istanze sociali sottopostegli da tanti Foriani, di cui il sottoscritto si fa doverosamente interprete e portatore e che lamministrazione comunale ignora o non pone allordine del giorno del consiglio, un comportamento, quello del presidente del consiglio, che contrasta vistosamente coi principi di dialogo, di tolleranza e di democrazia nella guida dei lavori assembleari.

RITENUTO E DIMOSTRATO, come si evince ampiamente dalla lettura del verbale della seduta, che i motivi di rallentamento dei lavori del consiglio comunale del 8 maggio 2014 e anche di altri precedenti non risiedono affatto nel comportamento della minoranza consiliare, bensì esclusivamente nel modo antidemocratico e discriminatorio di condurre i lavori del consiglio e nelle litigiose contrapposizioni interne alla maggioranza;

SOSTENUTO che in uno Stato democratico e antifascista e allinterno di unassemblea elettiva nessuna autorità può letteralmente zittire, non concedere la parola e minacciare di fare allontanare dallaula un eletto dal popolo che chiede di intervenire e che il ruolo di presidente di unassemblea elettiva richiede un comportamento di responsabilità politica, di dialogo, di comprensione e di apertura innanzi tutto verso la minoranza consiliare, specialmente quando la maggioranza è schiacciante, come nel caso di Forio;  

DENUNCIATO che la maggioranza amministrativa, di cui fa parte anche il presidente del consiglio, ha escluso il gruppo consiliare del P.C.I.M-L. dalle commissioni consiliari permanenti Terza, Quarta e Quinta contravvenendo, così, alle precise e chiare disposizioni del comma 2 dellart. 5 del vigente regolamento per lorganizzazione e funzioni del consiglio comunale, che recita testualmente: In ogni commissione deve essere assicurata la rappresentanza delle singole minoranze, quando queste costituiscono gruppi autonomi comè nel caso del gruppo consiliare del P.C.I.M-L. ed è ammessa la possibilità per ciascun consigliere di far parte contemporaneamente di più commissioni, ciò nonostante la minoranza consiliare abbia proposto di aumentare da tre a cinque i componenti delle commissioni per consentire alla maggioranza di conservare tale posizione anche nelle commissioni, proposta respinta inspiegabilmente dalla stessa maggioranza,

 

CHIEDE ALLE SUPERIORI AUTORITA DI CONTROLLO ISTITUZIONALE IN INDIRIZZO

 

1. di censurare leccesso di potere esercitato dal presidente del consiglio comunale di Forio (Na) nella conduzione dei lavori dellassemblea e di favorire un comportamento della maggioranza amministrativa e consiliare e dello stesso presidente del consiglio, che della maggioranza fa parte, ispirato al dialogo, al confronto e allequità di trattamento nei confronti della minoranza consiliare. Tale auspicato comportamento sicuramente agevolerà e faciliterà i lavori del consiglio nellinteresse dellintera collettività amministrata. Come si vede il problema è di natura esclusivamente politica e non può che essere risolto con comportamenti politici ispirati, appunto, al dialogo, alla ragionevole tolleranza, al confronto e allequità di trattamento nella conduzione dei lavori consiliari;

2. di garantire nel minor tempo possibile che il gruppo consiliare del P.C.I.M-L. sia presente nelle commissioni consiliari terza, quarta e quinta attualmente escluso. 

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