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Giancarlo Giannini incanta l’anfiteatro romano di Avella. La “sua” Napoli tra versi e musica.

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“Tutti abbiamo un destino: il mio è stato quello di diventare attore-pagliaccio e mi diverto ancora a farlo!”

AVELLA – (A cura di Saverio Falco e Antonio Franzese) Sembrava che il tempo non volesse dare inizio alla manifestazione, ma poi il vento ha spazzato le nuvole e la serata è ritornata serena. Sul palco dell’anfiteatro romano di Avella è la volta del maestro Giancarlo Giannini, straordinario interprete del panorama cinematografico italiano e non solo. L’attore originario di Napoli presenta una sua personale interpretazione di Napoli. La città partenopea rivissuta attraverso brani, testi e poesie di artisti, scrittori e pensatori che hanno reso illustre la terra all’ombra del Vesuvio. Da Elvio Porta a Salvatore di Giacomo, da Massimo Troisi a Totò, passando per E. De Filippo e Neruda. Giannini incanta la numerosa platea accorsa ad ascoltarlo con la sua voce calda e suadente ma allo stesso tempo forte e potente. Il recital, fortemente voluto dal sindaco di Avella, Avv. Domenico Biancardi, si colloca tra gli spettacoli del cartellone della rassegna estiva di eventi denominata “Estate avellana sotto le stelle”.

«Vista da terra, Napoli è bellissima. Molto più bella che vista dal mare. Perché da terra si vedono i Napoletani. Perché da terra si vede la vita».« Una città dai mille volti e dalle mille contraddizioni nella quale da sempre convivono vitalità e disperazione». Una serata magica quella vissuta la scorsa sera, accompagnata dalle splendido accompagnamento musicale degli strumentisti: Marco Zurzolo (Sax), Antonio Saturno e Davide Castagliola (chitarre classiche ed elettriche) e arricchita dalle voci di Susy Mennella e Gianluigi Esposito. “Queste letture – dice il maestro a fine spettacolo – sono piccoli racconti sulla bellezza della vostra terra, un mistero in cui mi riconosco molto, da cui emerge l’arte del sopravvivere: quella capacità di essere nella legge pur tirandosene fuori”. Non è mancato un omaggio ad una delle personalità più importanti della Napoli che fu, il compianto, indimenticabile e indimenticato Massimo Troisi. L’istrionico Massimo rivive in scena grazie alla lettura espressiva di due delle sue poesie più belle e struggenti circa la tematica amorosa: “Al mio cuore” e “Grazie”, recitate e interpretate magistralmente da Giannini che nella serata avellana rompe gli schemi, i clichè, stravolge la scaletta classica del suo show e improvvisa molto con i musicisti che lo accompagnano.

“Zazà”, classica canzone napoletana, è il brano preferito dall’attore ligure, tant’è vero che la richiede più volte sul palco, dall’inizio alla fine della serata, a fare da cornice e intermezzo musicale tra versi e poesie. Un legame particolare quello di Giannini con Napoli, città dove il maestro ha vissuto la sua infanzia e ha affrontato gli studi, laureandosi presso l’Università Federico II di Napoli in elettronica. “Ho vissuto a Napoli dagli 8 ai 19 anni in un periodo formativo molto importante. Sono grato alla città e ai napoletani. Mi hanno insegnato molto, hanno stimolato la mia fantasia. A Napoli tutto è possibile e impossibile al tempo stesso. Per la mia mente e il mio estro creativo il soggiorno napoletano è stato fondamentale”.

Napoli: una città misteriosa, straordinaria, vitale e fantasiosa» – dice Giannini – dove quello che è anormale, diventa normale». Giannini Napoli la conosce bene, vi ha vissuto da bambino e da adolescente, ha studiato da perito al Volpe, ha mosso i primi passi nel teatro in un dopolavoro di Fuorigrotta. «Porta – spiega – in questi piccoli testi, mette in luce la filosofia dei napoletani, che, come i topi, si adattano a tutto, sopravvivendo con nobiltà democratica a miseria e disgrazie. Anche se i napoletani vogliono scappare – confessa Giannini –  la loro città, che io considero unica al mondo, rimane sempre nei loro cuori». C’è ironia, sorriso, «perché questa è la forza di questi uomini speciali, nati all’ombra del Vesuvio e che credono, d’altra parte li fanno, che esistono i miracoli».

Di seguito il link dell’intervista integrale all’attore Giancarlo Giannini https://youtu.be/BLsm60KNzc

A cura di Saverio Falco e Antonio Franzese

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