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Bambini: quale sport scegliere? Risponde l’esperto

M.S.PERRADIO PIAZZA NEWS ,Il gioco spontaneo è stato sostituito dall’attività fisica organizzata. Diventa, dunque, indispensabile iscrivere i propri figli a un corso sportivo. Ecco i consigli per non sbagliare disciplina

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I bambini italiani fanno poca attività fisica. È questo il responso delle statistiche secondo cui solo il dieci per cento degli studenti della scuola elementare pratica regolarmente attività sportiva, mentre il venti per cento la fa in modo occasionale, vale a dire al massimo una volta alla settimana. A peggiorare la situazione, poi, ci sono tv e videogame, sempre più al centro degli interessi dei bambini: quattro su dieci ci giocano oltre tre ore al giorno. Fare sport fin da piccoli è un buon modo per invertire questa tendenza. Ma quali sono le attività più indicate per i bambini? E qual è l’età giusta per cominciare? Per rispondere a queste domande abbiamo intervistato Attilio Turchetta, responsabile di Medicina per lo Sport all’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma.

PER I PIU’ PICCOLI: SPORT DI COORDINAZIONE
«Se il bambino è piccolo, cioè intorno ai quattro o cinque anni, l’aspetto più importante è favorirne lo sviluppo neuro-motorio, vale a dire fargli fare delle attività il più possibile generali», spiega Turchetta. «In questa fase il movimento conta più del gesto tecnico e bisognerebbe dare la precedenza a quegli sport in grado di stimolare la coordinazione. Nella nostra società manca lo spazio, una volta c’erano piazze, cortili, strade, che i bambini trasformavano in campi gioco. Oggi questo non è più possibile ma il gioco continua a svolgere una funzione fondamentale per l’equilibrio personale e sociale del bambino. Il gioco spontaneo è stato sostituito dall’attività fisica organizzata, l’importante quindi è proporre discipline in grado di assicurare una buona varietà di movimenti. Penso per esempio all’atletica leggera, in cui si corre e si salta ed è naturale sviluppare una buon equilibrio. Oppure il nuoto, che implica una coordinazione respiratoria. Ma anche le arti marziali, che oltre a tutti questi aspetti aggiungono una buone percezione del proprio corpo nello spazio». In questo senso anche la bicicletta, generalmente molto gradita ai più piccoli, è un ottimo strumento per l’attività fisica. Non si tratta di praticare il ciclismo, ma semplicemente di pedalare all’interno di parchi e giardini.

DOPO GLI 8 ANNI: SPORT DI SQUADRA
È facile, però, che le richieste dei bambini riguardino uno sport di squadra, con una forte componente ludica. Per i maschi, ovviamente, in cima alla lista c’è il calcio. Ma anche il basket, il rugby e la pallavolo sono molto richiesti. “Sono attività più coinvolgenti e contribuiscono a sviluppare una migliore socialità”, continua Turchetta. “L’età ideale in cui iniziare a praticare questi sport è intorno ai 7 o 8 anni, anche perché non dimentichiamoci che, con le sue regole, molto più facili da accettare rispetto a quelle della scuola o della famiglia, lo sport svolge anche una fondamentale azione educativa”.

SOLO PER I PIU’ GRANDI: TENNIS E SCHERMA
Un discorso a parte merita il tennis che è una disciplina decisamente complessa perché le abilità necessarie per correre con una racchetta in mano e coordinarsi per colpire la pallina e buttarla dall’altra parte del campo richiedono uno sviluppo che un bambino di sei o sette anni difficilmente può avere. «Il tennis e la scherma sono discipline evolute che richiedono un controllo superiore e, quindi, sono consigliate a bambini a partire dai 9 anni in su. A proposito di tennis e scherma vorrei chiarire lo spauracchio dello sport asimmetrico. Infatti, se è vero che si praticano con una specifica parte del corpo, lo sviluppo armonico del fisico è assicurato da esercizi mirati di compensazione».

Discorso a parte, ovviamente, riguarda l’attività agonistica che nella maggior parte dei casi coincide con l’età della pubertà. Fa eccezione la danza, molto gettonata soprattutto tra le bambine: in questo caso di può cominciare “a fare sul serio” anche a partire da

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