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Banda armata sequestra commerciante per il pizzo, ma lui li denuncia: arrestati

Minacce, tentata estorsione e sequestro di persona. I Carabinieri del Comando Provinciale di Avellino hanno arrestato 7 persone (di età compresa tra i 24 ed i 45 anni) e messo fine all’incubo di una giovane coppia pakistana che gestisce un’attività commerciale a Monteforte.

L’ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dall’ufficio Gip del Tribunale di Avellino, su richiesta della Procura della Repubblica di Avellino, è stata emessa perché ritenuti responsabili, in concorso, di tentata estorsione, porto e detenzione illegale di armi, lesioni personali aggravate e, per uno di essi, in concorso con altre due persone, in corso di identificazione, anche di sequestro di persona.

Destinatario della sequenza di allarmanti azioni violente portate avanti in brevissimo lasso di tempo dagli indagati, un commerciante di Monteforte Irpino.

Tutto ha inizio a settembre scorso, con un primo tentativo di affermazione di predominio di un gruppo di persone residenti a Monteforte Irpino ed attuato attraverso una richiesta estorsiva.

Il commerciante si vede infatti piombare nel suo negozio un uomo visibilmente agitato che gli chiede, in cambio di “protezione”, di versare ogni giorno il 20 per cento degli incassi.

L’attività investigativa, svolta dai Carabinieri della Stazione di Monteforte e del Nucleo Operativo della Compagnia di Baiano, coordinata dalla Procura della Repubblica di Avellino, è iniziata dopo quella prima richiesta estorsiva, prontamente denunciata dalla vittima.

Protagonista di quell’avvertimento in puro stile “camorristico”, uno degli indagati, un 26enne del luogo, il quale, pochi giorni dopo l’apertura dell’attività commerciale da parte della compagna di un cittadino pakistano, “si è presentato con fare arrogante presso il suo negozio, destando l’allarme della titolare e dei suoi genitori”, precisa in conferenza stampa il comandante provinciale dei Carabinieri Massimo Cagnazzo.

Nei giorni successivi il giovane commerciante ha avvicinato il malvivente a pochi passi dall’esercizio commerciale, per chiedergli spiegazioni in merito al suo comportamento, ricevendo una richiesta inequivoca, profferita con tono minaccioso: “Devi darmi il 20% degli incassi dell’attività perché qui comando io!”.

Dopo aver pronunciato quelle parole, il malvivente ha costretto l’uomo a salire a bordo della sua autovettura. Lungo il tragitto si sono aggiunti altri due complici e, dopo aver detto alla vittima di dirigersi verso Napoli, lo hanno obbligato a fermarsi in una zona isolata del Comune di Monteforte, dove lo hanno minacciato con una pistola puntata al viso. I tre hanno ancora una volta minacciato l’uomo, chiedendogli di allinearsi alle indicazioni di pagamento o, in caso contrario, di abbandonare Monteforte.

Subito dopo il sequestro l’uomo, percorso anche alla testa con schiaffi e pugni, ha deciso, in preda al terrore, di allertare il 112, richiedendo l’intervento dei Carabinieri.

Dopo quell’episodio, l’aguzzino ha avviato una vera e propria escalation criminale, coinvolgendo anche la sorella del 26enne ed il compagno di quest’ultima 45enne, oltre alla cerchia di amici legati da consolidati rapporti di frequentazione.

L’aguzzino infatti, insieme alla sua cerchia di amici ed al “cognato”, ha organizzato e realizzato  la sera del 17 settembre 2018, armati di spranghe, bastoni, coltelli (poi ritrovati nascosti in una siepe dai Carabinieri), ed utilizzando anche un taser, una vera e propria spedizione punitiva presso l’esercizio commerciale.

Un feroce pestaggio avvenuto selvaggiamente con calci, pugni e schiaffi che hanno procurato alla vittima contusioni in diverse parti del corpo. Solo grazie all’intervento di altri cittadini pakistani presenti nel locale il pestaggio si è interrotto.

Tutti gli indagati agivano supportati “dalla deprecabile forza del gruppo, con premeditazione ed armati, con suddivisione di ruoli, in modo preordinato, concorrendo nelle condotte delittuose finalizzate a realizzare l’attività estorsiva ai danni dei cittadini pakistani”, si legge nel comunicato dei Carabinieri.

L’A.G., concordando con le risultanze dell’attività investigativa svolta dai Carabinieri ha quindi disposto, per i sette indagati, l’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, in considerazione della gravità del movente dell’azione, finalizzala a realizzare attività di estorsione ai danni di cittadini che da poco avevano avviato un’attività commerciale sul territorio di Monteforte Irpino.

“In questa fase – precisa Cagnazzo – non possiamo escludere che altri commercianti della zona, e non solo, siano stati al centro di altre azioni estorsive di questo. Il nostro appello è a denunciare sempre ogni episodio sospetto alle forze dell’ordine. In questi casi la collaborazione della vittima è fondamentale per mettere le mani sui colpevoli”.

 

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