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Basta autoflagellarsi con tasse, ora si può. Lo dice Monti

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Ora che siamo considerati uno dei Paesi più stabili “dovremmo continuare a autoflagellarci? Evidentemente no”. Mario Monti, ospite del Tg5, conferma l’ipotesi di ridurre le tasse, pur se con prudenza e “gradualità” e che le sue non sono “promesse” elettorali “irresponsabili”. ”So che questo irrita alcuni politici, perché io dovrei essere crocefisso per sempre come la persona che ha imposto le tasse agli italiani, peraltro dando puntuale esecuzione a programmi che il mio predecessore aveva già stabilito con l’Unione europea”.“Volevo dire quello che ho detto: è chiaro che a seconda della stabilità del governo e della credibilità davanti ai mercati, alcune cose cambiano, ad esempio i tassi di interesse. Se i tassi tornassero ai livelli di sfiducia, tutto sarebbe più complicato e per stare in equilibrio di bilancio occorrerebbe una manovra in più”. Così Mario Monti, al Tg5, torna sulla sua affermazione che se ci fosse lui al governo è da escludere una manovra nel 2013.“La vera ripresa si costruisce con le riforme. Lo confermano i dati del Fondo Monetario Internazionale. Se proseguiremo lungo il cammino intrapreso dal nostro governo, l’economia italiana crescerà del 5,75% nei prossimi cinque anni e del 10,5% nei prossimi dieci. Il percorso è segnato, non possiamo deviare”, aggiunge il premier.BERSANI: GENTE STUFA DI PROMESSE, MI STUPISCE MONTI – ”Penso che la gente ne abbia le tasche piene delle promesse e mi stupisco delle dichiarazioni del professor Monti”. E’ uno dei passaggi dell’intervento fatto a Mestre dal segretario del Pd, Pierluigi Bersani. ”Tra quello che ha detto Monti e quello che ha riferito Berlusconi, noi nel 2014 abbiamo 30 miliardi di riduzione fiscale. Bel colpo”.Parlando dell’evasione fiscale Bersani, usando una metafora afferma che “è come non vedere una mucca nel corridoio. C’é la mucca e non la vedi. Noi abbiamo una circolazione del contante che è un almeno un terzo in più della media europea e corrisponde un po’ a quella in più che abbiamo in ‘nero’. Con un processo di uno, due, cinque anni arriviamo lì sul fronte della circolazione dei contanti e, per favore, che le banche non pretendano degli aggi sulla moneta elettronica

 

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