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BATTIPAGLIA DICE NO MA CHI INQUINA E’ IL SINDACATO CHE GETTA OMBRE SULLA LOTTA Si a modifiche al Puc per vocazione agricola del territorio contro nuovi siti e impianti

Cronaca radio piazza news

Restiamo basiti dalla posizione conflittuale assunta da Cgil, Cisl e Uil che a poche ore dalla manifestazione contro i rifiuti di ieri, gettano aria di sospetto sul Comitato Battipaglia Dice No (come apprendiamo leggendo l’intervista al sindacalista della Cisl Gerardo Ceres, pubblicata su La Città di Salerno questa mattina). L’amore per l’ambiente, la necessità che venga garantita la tutela della salute pubblica e la sicurezza e la legalità nella gestione del sistema di rifiuti del territorio, ha unito più di cinquemila persone ieri in corteo contro la cattiva gestione dell’amministrazione e l’ostilità della Regione a recepire la richiesta di aiuto di un’intera comunità. Ieri sono scese in piazza intere famiglie, le scuole, hanno aderito i lavoratori e le loro aziende spostando decine di persone anche dai comuni limitrofi. Pur di difendersi dall’avvelenamento del suolo, dell’aria e della terra queste persone si sono mobilitate in massa per chiedere una soluzione dovuta. E i sindacati che fanno? Tentano di inquinare la lotta. Cgil, Cisl e Uil puntano il dito contro il comitato Battipaglia Dice No che porta avanti da anni una battaglia faticosissima contro la nuova apertura di siti di trattamento dei rifiuti e per la bonifica delle aree inquinate. Li accusano di avere interessi sul Puc e di fare pressioni per relative modifiche della variante urbanistica e dichiarano attraverso le parole di Gerardo Ceres della Cisl: “Quando parliamo di urbanistica a Battipaglia, gli interessi spesso sono illegittimi”. Che senso ha tutto questo? La richiesta fatta dal comitato di inserire nel Puc, in virtù della vocazione agricola del territorio, un divieto che impedisca l’installazione di nuovi siti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti, la bonifica delle aree inquinate, la valutazione di impatto ambientale ex post sugli impianti, è sacrosanta. Chiunque intenda gettare ombre su una manifestazione a base popolare così partecipata, dovrà fare i conti con un intero popolo che non ha più intenzione di subire passivamente la distruzione del suo territorio.

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