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Bce: da Bpm a Intesa, le banche italiane che passano lo stress test

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Test Bce superati sul filo di lana per la popolare di Milano e per quella di Vicenza. I due istituti risultavano infatti ancora in carenza di capitale, rispettivamente per 166 e 233 milioni, alla fine dell’esame condotto sulle principali misure di rafforzamento approvate entro fine settembre 2014.

Ulteriori provvedimenti assunti successivamente e gia’ visionati dalla banca d’Italia hanno pero’ permesso ai due istituti di passare il test, con un’eccedenza di capitale rispettivamente pari a 713 e 30 milioni. Banca Popolare di Vicenza, grazie alla decisione presa ieri dal Cda di convertire un prestito obbligazionario per 253 milioni di euro, supera gli stress test della Bce. Secondo quanto pubblicato dalla Banca d’Italia, infatti, solamente grazie a questa ulteriore misura di rafforzamento patrimoniale, la Popolare di Vicenza risulta avere un eccedenza da 30 milioni. Con un comunicato l’istituto di credito ha sottolineato come sia “positivo l’esito dell’esercizio di Comprehensive Assessment, che comprende l’asset quality review e lo stress test”.

Il primo, in particolare, presenta “un’eccedenza di 340 milioni di euro dopo le principali misure di rafforzamento patrimoniale”, mentre per il secondo la “carenza ‘tecnica’” viene superata ” grazie alle iniziative di capitale realizzate nel 2013 e 2014 per complessivi 1,2 miliardi di euro, inclusa la gia’ deliberata irrevocabile conversione del prestito obbligazionario soft mandatory di 253 milioni sottoscritto nel 2013″.

Banco Popolare supera esami con ampio margine

Il Banco Popolare ha superato gli esami della Bce con ampio margine grazie alle misure di rafforzamento patrimoniale realizzate nei primi sei mesi del 2014. Per quanto riguarda Credito Emiliano (Credem), l’esercizio di “Comprehensive Assessment” ha “confermato la nostra solidita’ patrimoniale” e “non ha evidenziato alcuna esigenza di rafforzamento patrimoniale con un adjusted CET1 ratio, comprensivo degli esiti dell’AQR, pari a: 10,91%, nello scenario “base”, rispetto a una soglia regolamentare dell’8% (+291 punti base, pari ad una eccedenza di capitale, rispetto al valore minimo richiesto, di 480 milioni di euro); 8,89%, nello scenario “avverso”, rispetto ad una soglia regolamentare del 5,5% (+339 punti base, pari ad una eccedenza di capitale, rispetto al valore minimo richiesto, di 599 milioni di euro).

Per il Gruppo Creval, il Credito Valtellinese, il risultato finale del Comprehensive Assessment e’ “positivo, considerate le misure di rafforzamento patrimoniale attuate nel corso del 2014 per 415 milioni di euro”. La Banca Popolare dell’Emilia Romagna (Bper) considera “positivo” il risultato del Comprehensive Assessment 2014, l’esame della qualita’ degli attivi e l’esercizio di stress test eseguiti da Bce ed Eba, che “confermano la solidita’ patrimoniale di BPER che non dovra’ procedere ad alcuna operazione sul capitale”. Rispetto allo stress test nello scenario “avverso” al 2016, la Banca evidenzia un surplus di capitale pari a circa 630 milioni di euro grazie all’azione di rafforzamento patrimoniale sopra citata e senza tenere conto dei potenziali benefici derivanti dalla validazione dei modelli interni Positivo il risultato dell’AQR anche nel confronto con il sistema bancario italiano.

UBI Banca “supera il Comprehensive Assessment con livelli di patrimonializzazione ben al di sopra delle soglie minime richieste in tutti gli scenari, confermando la solidita’ e la qualita’ degli attivi del Gruppo e posizionandosi ai vertici del sistema Italia senza dover ricorrere ad alcuna misura di rafforzamento patrimoniale”.

“Gli eccellenti risultati del Comprehensive Assessment confermano la grande forza del Gruppo Intesa Sanpaolo, posso affermarlo con orgoglio a nome di tutte le persone che lavorano nella nostra Banca” dichiara in una nota Carlo Messina, consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo.
“Intesa Sanpaolo”, si legge ancora nel comunicato, “ha bilanci tra i piu’ solidi a livello internazionale, come evidenziato chiaramente dall’esercizio della Banca centrale europea.
Disponiamo di un eccesso di capitale pari a 12,7 miliardi di euro rispetto all’Asset quality review e di 10,9 rispetto allo scenario avverso dello stress test, a conferma di quanto indicato nel Piano d’impresa. Sono risultati che rafforzano ulteriormente il nostro programma di erogazione di dividendi e di 170 miliardi di euro di nuovo credito a medio e lungo termine destinato a imprese e famiglie nell’arco di Piano”.
“Superato con successo questo impegnativo passaggio del Comprehensive Assessment, che a mio avviso rappresenta il pilastro dell’Unione bancaria e in senso piuu’ ampio un importante passo in avanti dell’Unione Europea”, conclude Messina, “guardiamo al futuro con serenitaa’ e grande determinazione nel raggiungere gli obiettivi previsti nel Piano d’impresa”.

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