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Bce, colpo di bazooka di Draghi “Mille miliardi per la ripresa”

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Roma, 23 gen. – La Banca centrale europea interviene per il rilancio dell’economia, con un massiccio programma di acquisto titoli per l’importo di 60 miliardi di euro ogni mese a partire da marzo. L’atteso annuncio e’ arrivato oggi nella conferenza stampa del presidente della Bce, Mario Draghi, successiva al direttivo dell’Eurotower.

  Il programma di quantitative easing (allentamento quantitativo) consiste nell’aumento della quantita’ di moneta in circolazione tramite l’acquisto di titoli di Stato e altre obbligazioni. Ha come obiettivi contrastare i rischi di deflazione, riportando il tasso di inflazione verso il 2%, e agevolare il credito. Se il forte abbassamento dei prezzi puo’ avere un effetto positivo sui consumi (sempre che non vengano rimandate le decisioni di acquisto), in presenza di deflazione si assiste pero’ a un aumento del valore del debito pubblico in termini reali. Perche’ sortiscano effetti positivi sul credito, occorre che le banche approfittino del ‘Qe’ per cedere titoli di Stato e utilizzino il contante ottenuto per prestiti a famiglie e imprese.
Verranno comprati soprattutto titoli di Stato ma il piano include la prosecuzione delle operazioni di acquisto di ‘abs’ e ‘covered bond’. Il programma durera’ fino al settembre 2016 o, ha spiegato Draghi, almeno finche’ l’inflazione non sara’ tornata sotto controllo. Pertanto l’importo totale del piano dovrebbe finire per aggirarsi sui 1.080 miliardi di euro. La maturita’ dei titoli che verranno acquistati dalla Bce andra’ dai due ai trent’anni. L’acquisto di bond e’ stato deciso per contrastare il rischio di una prolungata bassa inflazione. “La decisione odierna e’ legata a due ragioni fondamentali” ha detto Draghi: “In primo luogo le dinamiche dell’inflazione sono state piu’ deboli del previsto. In secondo, mentre le misure di politica monetaria adottate tra giugno e settembre dell’anno scorso hanno determinato un miglioramento in termini di prezzi sui mercati finanziari, questo non e’ stato il caso dei risultati quantitativi”. “Di conseguenza – ha aggiunto Draghi – il grado prevalente di allentamento monetario e’ stato insufficiente per indirizzare adeguatamente i maggiori rischi di un prolungato periodo di bassa inflazione”.

La decisione del QE “ha avuto una vasta maggioranza ma non e’ stata unanime”, ha dichiarato il presidente della Bce. “C’e’ invece stato un consenso sul considerare il quantitative easing uno strumento di politica monetaria e sulla condivisione del rischio al 20%”. Piu’ in dettaglio, la condivisione con le banche nazionali delle eventuali perdite relative agli acquisti di titoli di Stato effettuati dalla Bce sul mercato secondario sara’ pari al 20%. Di conseguenza, il rischio sul restante 80% fara’ capo alle singole banche centrali nazionali. “Per quanto riguarda la condivisione di ipotetiche perdite, il Consiglio Direttivo ha deciso che gli acquisti di obbligazioni di istituzioni europee (i quali comporranno il 12% dei nuovi acquisti di attivita’ e che saranno effettuati dalle banche nazionali) saranno soggetti a condivisione del rischio”, ha spiegato Draghi. “Il resto delle attivita’ acquistate dalle banche nazionali non saranno soggette a condivisione al rischio: cio’ implica che il 20% dei nuovi acquisti di attivita’ sara’ soggetto a un regime di condivisione del rischio”.

Tuttavia, ha avvertito Draghi, sarebbe un “grosso errore” se i paesi dell’Eurozona ritenessero la presenza del programma di ‘quantitative easing’ come un possibile incentivo a indebitarsi ulteriormente, dal momento che ha l’obiettivo di scongiurare una simile prospettiva. Il Qe, ha sottolineato Draghi, “non e’ affatto diretto al finanziamento monetario, tutt’altro, e’ stato studiato per evitarlo”.
L’impatto del Quantitative Easing deciso dalla Bce sara’ “sicuramente favorevole” anche perche’ “va oltre le aspettative dei mercati”. Ne e’ convinto l’economista Andrea Collalti, commentando le deliberazioni fatte oggi dall’Eurotower. “Sara’ inoltre sicuramente importante il modo in cui questo forte stimolo verra’ trasmesso all’economia reale, soprattutto in un Paese come il nostro – spiega l’esperto – in cui la domanda interna e’ debole, e la stretta del credito particolarmente sensibile, soprattutto per le pmi”. Secondo Collalti, ha ragione il presidente della Bce Mario Draghi quando invita ora a ricreare un clima di “fiducia”: “Bisogna adesso creare campo fertile per le imprese affinche’ si sentano incoraggiate ad investire, soprattutto le pmi che sono il tessuto produttivo strategico di questo paese”. Cosa fare ora? “In questo senso – risponde Collalti – le riforme fatte e quelle ora in itinere vanno in questa direzione, considerando anche il calo del prezzo del petrolio” il cui livello favorira’ peraltro i consumi delle famiglie. Insomma, ora l’importante e’ che “si cominci a marciare” e, aggiunge, su questo “io sono ottimista”.
(AGI) .RADIO PIAZZA NEWS

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