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CHE BEL GESTO DI SOLIDARIETA’ DA VARESE: TURISTI INVIANO A ISCHIA COMPUTER E MATERIALE DIDATTICO PER LE FIGLIE DI MARILU’, GIOVANE MAMMA DISOCCUPATA

E nei prossimi giorni quello di Marilù potrebbe diventare un caso nazionale

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Il signor Francesco di Varese, assieme ad altri suoi concittadini, dopo aver guardato il nostro servizio giornalistico in cui Marilù, giovane mamma disoccupata di Casamicciola con due figlie a carico,  faceva appello alle Istituzioni locali affinchè gli dessero la possibilità di avere un lavoro grazie al quale poter sopravvivere, le ha inviato un computer usato e del materiale didattico. E così dal nord Italia giunge per una nostra concittadina un gran bel gesto di solidarietà.

di Gennaro Savio

“Salve Sig. Savio, Lei non mi conosce, ma io conosco lei da molti anni perché la sua figura mi ha parecchio colpito, perché da buon turista ischitano da 10 anni mi interesso anche di conoscere la gente di Ischia e non solo le spiagge. Ho guardato il video con cui racconta la storia di Marilù. Ora la mia domanda è semplice. A Marilù che mi pare di capire è sola a tirare grande le figlie, sicuramente gente di  buon cuore regalerà un computer. Se così non accade visto che sono tempi duri per tutti, faccia il piacere di avvisarmi, io faccio di professione l’informatico, potrei vedere di trovargli qualcosa di usato ma utilizzabile da spedire giù con il corriere. Una cosa modesta, bene inteso, ma che le renda autonome. Non posso sopportare l’idea che il comune o una scuola non diano a queste ragazze che si impegnano così onorevolmente un PC per quanto modesto per studiare. Mi faccia sapere se serve il mio aiuto”. Con queste poche righe Francesco di Varese, turista che per le sue vacanze sceglie l’isola d’Ischia da ben dieci anni, dopo aver guardato il nostro servizio giornalistico in cui Marilù, giovane mamma disoccupata di Casamicciola Terme con due figlie a carico,  faceva appello alle Istituzioni locali affinché gli dessero la possibilità di avere un lavoro grazie al quale poter sopravvivere, colpito dal fatto che le sue due figlie frequentano la scuola con profitto nonostante non possano acquistare i libri di testo e non avendo in casa neppure un computer, ha deciso, con la collaborazione di altri suoi concittadini, di spedire sull’isola Verde un personal computer e del materiale didattico per la scuola. Detto fatto e dopo circa quindici giorni dalla mail scrittaci, il signor Francesco ci ha inviato  il computer  che grazie all’indispensabile aiuto di Vincenzo Di Maio, abbiamo portato nella casa dove vive Marilù. Aprire gli scatoloni è stata una festa, “sembra il giorno della Befana”, ha esclamato una delle figlie che da oggi in poi per studiare avrà la possibilità di avvalersi del computer.  “Grazie di cuore davvero signor Francesco per aver regalato una gioia alla mia famiglia”, sono state le parole di ringraziamento di Marilù per chi ha inteso donargli il computer. Il bel gesto di solidarietà del signor Francesco e dei suoi concittadini assume un significato ancora maggiore se teniamo conto che giunge da una città che dista centinaia di chilometri dalla nostra Isola, distanza azzerata dal web e dai social network su cui postiamo i nostri servizi giornalistici. Ma per quanto riguarda questo dramma umano, non è tutto. Infatti sempre in questi giorni sono stato contattato da un giornalista di un’importante televisione nazionale visibile anche sul satellite che nelle prossime settimane potrebbe far diventare quello di Marilù un caso nazionale. Infatti oltre i confini delle nostre coste, ai più sembra quasi impossibile che sull’isola d’Ischia, località turistica per eccellenza e in cui ogni anno si fatturano milioni e milioni di euro, ci possano essere migliaia di disoccupati e soprattutto impressionanti sacche di povertà. La verità è che Ischia è l’Isola felice per i pochi sfruttatori legalizzati dei lavoratori e delle risorse naturali e termali presenti sul territorio ma risulta “dannata” per la maggior parte dei lavoratori stagionali occupati al massimo per sei mesi l’anno e che spesso, troppo spesso, vivono di stenti, di privazioni e di disperazione.

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