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Berlusconi boccia Renzi su Senato e rilancia presidenzialismo

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Silvio Berlusconi rimescola le carte delle riforme e liquida quelle del governo: “Già snaturate”, “senza capo nè coda”. E allora, prima in un’intervista al Corriere della Sera l’ex Cavaliere rimette al centro il presidenzialismo con l’elezione diretta del Capo dello Stato, poi il vecchio re liquida vassalli e messaggeri e si riprende in mano lo scettro. “Sono in contatto quasi quotidiano con Calderoli – dice – stiamo cercando una soluzione ragionevole al futuro del Senato. Renzi non presenterà la riforma prima di averne discusso con noi e l’ipotesi attuale è assolutamente inaccettabile”.

Stavolta Berlusconi risponde garbato a Lucia Annunziata, in trasferta a Milano per intervistarlo, e non si alza per andarsene (come 8 anni fa, quando lasciò lo studio infuriato), neppure quando l’intervistatrice dice di non averlo mai visto in 20 anni così giù di tono. “Non sono depresso, vivo un momento molto difficile, non posso dire che sono allegro e faccio festa ma e’ un periodo eroico”, assicura Berlusconi, senza esporsi con dichiarazioni veementi contro i giudici che lo hanno condannato, come nelle scorse settimane. “Ne uscirò assolutamente mondato da tutte le accuse che mi hanno fatto. E dentro di me so che diventerò il padre della Patria”, pronostica assegnando al governo Renzi “un anno e mezzo” di vita e non di più.

Ma da Palazzo Chigi Maria Elena Boschi respinge (“Dureremo fino al 2018″) mentre il Pd fa arrivare con Luigi Zanda il no al dialogo sul presidenzialismo. Intanto dimostra di essere in piena campagna elettorale non lesinando colpi bassi come quello che ”la sinistra” starebbe pensando ad una patrimoniale shock, di ben 400 miliardi. O di alzare le tasse sulla successione al 45 per cento. “Il destino ha messo me nelle condizioni di essere l’uomo del grande cambiamento”, si rimette intanto al centro Berlusconi, liquidando Beppe Grillo (“ha tendenze dittatoriali, sembra Hitler”) ma anche il premier Matteo Renzi. “Avevo delle speranze su di lui, sono deluso – ribadisce -, incarna i vizi della vecchia sinistra, è andato al governo senza passare per le elezioni, non siamo più in democrzia. E neppure gode di credito internazionale, mentre la situazione economica impone che ci sia un governo che possa contrapporsi alla Germania e alla Francia”. L’ex Cavaliere sta bene attento ad evitare mine, durante la lunga chiacchierata con l’Annunziata. I servizi sociali? “E’ la mia natura dare conforto a chi sta male, non mi pesa affatto dover lavorare con chi soffre. Alla fine la sentenza di Agosto si rivelerà un bene per me e per il Paese”. L’irruzione dei Carabinieri l’altra notte ad Arcore? “Non mi sono sentito umiliato, sono umile di mio. Facevano il loro dovere…”.

I toni sono mansueti, nessun accenno polemico contro i giudici. “La sentenza l’ho già definita”, si limita a dire, pur sempre ricordando di aver subito “4 colpi di Stato in 20 anni” e di essere stato “autorevolmente consigliato di dimettermi da Giorgio Napolitano”, dopo la “tempesta perfetta del 2011”. Ad ogni buon conto Berlusconi pare rincuorato, pronto a scommettere che nonostante tutto Forza Italia alle europee toccherà la soglia del 25%. E c’è chi dice che tanto ottimismo sia dato dalla ventilata discesa in campo di Marina, la prediletta primogenita della quale il padre elenca pregi e virtu’. Sarebbe un leader perfetto? “E’ innamorata come me della libertà, penso di sì. Ma spero proprio che non accada. E’ una decisione che non riguarda me, ma mia figlia e soprattutto gli elettori, perché il leader lo scelgono loro”, scansa l’ultima buca l’ex Cavaliere.

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