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Berlusconi, e’ battaglia in Giunta Schifani: “intervenga Grasso

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Roma,  Giornata ad alta tensione nella maggioranza e, in particolare, nella Giunta del regolamento del Senato chiamata a dirimere la questione voto palese-voto segreto, sollevata sul caso della decadenza di Silvio Berlusconi da senatore.

La giunta per il Regolamento tornera’ a riunirsi mercoledi’ alle ore 9.

Ad infiammare ulteriormente il dibattito tra Pd e Pdl, gia’ molto aspro per la decisione sul voto palese, ci si e’ messa anche la pubblicazione delle motivazioni con le quali la Corte di Appello di Milano ha ricalcolato l’interdizione dai pubblici uffici di Berlusconi. Secondo il Pdl, nelle motivazioni appare chiaro che “occorra un ulteriore approfondimento sull’applicabilita’ della legge Severino”. Una posizione respinta dalle opposizioni: “Sulla legge Severino il Pdl tenta di imbrogliare cercando di confondere le acque”, ha dichiarato Danilo Leva, responsabile Giustizia del Pd: “Gli esponenti del partito di Berlusconi stanno letteralmente piegando ai loro interessi il contenuto della sentenza della corte di appello di Milano”, ha insistito.

Alza il tono della voce Renato Schifani, nel suo intervento al Senato, quando si rivolge indirettamente al presidente Grasso per chiedere che interrompa subito i lavori: “Il regolamento non si puo’ cambiare come invece sta avallando il presidente del Senato, si devono interrompere i lavori della Giunta, Grasso si assuma la responsabilita’ di quello che sta avallando, lui deve garantire le regole che vanno rispettate da tutti”, afferma il capogruppo del Pdl, avvertendo: “mi rivolgo al Movimento 5 stelle perche’ prima o poi la ruota gira e potrebbe toccare a tutti”.

Berlusconi si appella a Letta: “Parli sulla legge Severino”

“Non accetteremo che vengano calpestati i diritti del senatore Silvio Berlusconi”, scandisce Schifani. Il senatore Pdl Nitto Palma spiega: la Corte d’Appello di Milano definisce l’incandidabilita’ una sanzione amministrativa” con la conseguenza “della sua irretroattivita’” ai sensi della legge del 1981. Questo punto “assume rilievo – ha sottolinea Palma – ai fini se non della decisione, dell’approfondimento”. Dunque, non e’ piu’ urgente andare di corsa su voto palese-voto segreto. Palma annuncia quindi che “quando arrivera’ in Aula” la questione “inevitabilmente dovra’ tornare in Giunta”.

Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl, aggiunge: “La legge Severino non e’ dunque applicabile irretroattivamente e la Giunta per le elezioni del Senato dovra’ prenderne atto disponendo nuove e piu’ approfondite sessioni, sino al ricorso, come noi auspichiamo da tempo, alla Corte Costituzionale. Non e’ piu’ possibile proseguire in modo cosi’ frettoloso e superficiale allo stesso tempo, applicando, per la prima volta ad un parlamentare della Repubblica, una legge che di giorno in giorno sta mostrando tutte le sue contraddizioni e i suoi lati oscuri”, conclude Brunetta.
 

Sulla questione il Pdl non arretra di un millimetro: “La Corte d’Appello di Milano – sottolinea Renato Schifani – deve ammettere quello che noi avevamo sempre sostenuto: l’incandidabilita’ derivante dalla legge Severino e’ una sanzione amministrativa e pertanto irretroattiva”. A unirsi al coro che si e’ alzato dal Pdl-FI e’ il presidente dei senatori, Renato Schifani convinto che si tratta di “un’ulteriore dimostrazione della necessita’ di sottoporre quelle norme nuovamente al vaglio della Giunta per le Elezioni e quindi della Corte costituzionale, senza che si proceda in un’azione che a questo punto appare ancora di piu’ come illegittima e vessatoria”.
  Intanto la conferenza dei capigruppo del Senato ha fissato il calendario dei lavori d’Aula fino al prossimo 22 novembre, e non figura fissato l’esame per l’Aula della questione che riguarda la decadenza di Berlusconi da senatore. Secondo quanto si e’ appreso durante la riunione sarebbe stata sottolineata da parte del presidente la necessita’ di affrontare e definire prima la questione pregiudiziale che e’ stata sollevata relativa alla modalita’ del voto, se segreto o palese

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