Quotidiano di informazione campano

Berlusconi: mi vogliono in Romania e Bulgaria, ma preferisco l’Italia

0

Berlusconi deve avere preso gusto ad interpretare la parte di quel reduce che nella commedia di Edaordo De Filippo, Napoli milionaria, torna dal fronte quando ormai tutti, compresa la moglie, lo avevano dato per morto, regolandosi di conseguenza, e quindi con la sua semplice riapparizione finisce per provocare più scompiglio di un terremoto.
E bastato che nelle ultime ore il Cavaliere riaffacciasse la possibilità di una sua candidatura alle europee per far venire le convulsioni fra le fila della sinistra, e provocare qualche brivido anche in casa sua, dove in molti stavano già preparandosi a sgomitare per raccoglierne leredità.

Ma il ritorno di Berlusconi sulla scena elettorale va interpretato come l irrompere svolazzante di un fantasma in vena di dispetti o una sua presenza potrebbe veramente concretizzarsi in carne e ossa?
Il leader di Forza Italia, non ha dubbi, ottenere una sospensiva alla sentenza che lo ha tagliato fuori dai giochi elettorali, in virtù del ricorso presentato in Europa, è alla sua portata. Così, perlomeno afferma, citando le rassicurazioni che gli proverrebbero dai suoi avvocati internazionalisti.
I maligni hanno subito commentato che la rinnovata fiducia del Cavaliere si deve proprio a quel riferimento «ad avvocati internazionalisti» ai quali evidentemente ha deciso di affidare le sue sorti, togliendole dalla sfera finora non proprio vincente dellavvocato Ghedini e dalla sua squadra.
Ma al di là del presunto cambio di toghe, perlomeno a livello europeo, i progetti dellex premier hanno una possibilità giuridica di stare in piedi?

«Non cè solo la legge Severino ad impedirglielo: il 23 ottobre scorso la plenaria di Strasburgo ha approvato, compreso il Ppe, una raccomandazione contenuta nel testo delle conclusioni della Commissione speciale antimafia, la quale prescrive che devono essere ineleggibili al Parlamento europeo e nell’impossibilità di prestare servizio nelle istituzioni e negli altri organi dell’Unione non solo i condannati in via definitiva per reati di criminalità organizzata e riciclaggio, ma anche quelli per corruzione ed altri reati gravi, anche di natura economica e finanziaria» si è sbrigato a mettere le mani avanti Gianni Pittella, vice presidente vicario del Parlamento europeo.
La fretta e la veemenza con la quale lesponente del Pd da Bruxelles si è sbrigato ad innalzare le barricate contro la resurrezione di Berlusconi non fanno che confermare il panico che i risorti progetti veri o presunti del Cavaliere devono avere provocato in via del Nazzareno.
Ma il Cavaliere ci deve aver preso gusto a veder fibrillare i suoi avversari ed alcuni dei suoi eredi e così ha lasciato intravedere anche la presenza di un piano alternativo: «Basterebbe che dicessi di si a chi mi vuole candidare in Romania, in Bulgaria, e a Malta, ma io preferisco il mio Paese, dove penso di potermi presentare capolista in tutte le Regioni», ha reso noto il Cavaliere, con la sicurezza di chi annuncia la cosa più normale del mondo.
Staremo a vedere se gli avvocati internazionalisti riusciranno finalmente a dara a Berlusconi quelle soddisfazioni che tante volte in passato Ghedini gli ha promesso e mai concesso.
Resta il fatto che il Cavaliere ha ancora il potere di procurare molti affanni a destra e a manca solo accennando a probabili mosse future.

Si è visto che cosa è successo con lannuncio di voler portare Giovanni Toti alla destra del trono, nominandolo coordinatore unico di Forza Italia. A piazza in Lucina sono cominciati i mal di pancia nella schiera della vecchia guardia e Berlusconi ha messo subito mano al freno. Ma è solo tattica. Tutti sanno che è nello stile del Cavaliere non infierire su chi ha deciso di rispedire nel cono dombra. Regalare un po di tempo, con lintenzione, però, di non indietreggiare di un centimetro, serve a restituire qualche traccia di immagine a chi credeva di avere tutto in pugno e rischia invece di essere estromesso dal cerchio magico. Ma un altra caratterista che i suoi uomini conoscono bene è che a Berlusconi viene spontaneo in queste circostanze dimostrare tutta la sua fisionomia di leader generoso. Quindi qualche giorno in più servirà anche a decidere le ricompense, a chi darle e di quale consistenza, anche perché da buon imprenditore il Cavaliere sta ben attento a non pagare mai prezzi dei quali in futuro possa pentirsi.
Intanto da parte di molti colonnelli è cominciata corsa a chi salta più veloce sul carro del futuro titolare del bastone da sottocapo.
«Avrei voluto 20 Toti in ogni Regione» si è sbilanciato Giancarlo Galan. Dicono che Giovanni Toti, da tutti considerato un moderato, a questa affermazione di Galan abbia esclamato «esagerato».

In attesa del botto finale a Forza Italia è partito un assaggio di tre nomine a commissario straordinario: riguardano: in Abruzzo, Nazario Pagano; in Puglia, Francesco Amoruso; e in Umbria, Catia Polidori.
«Altri incarichi nazionali e regionali saranno definiti nei prossimi giorni», ha avvertito il leader di Forza Italia.POLITICA DA RADIO PIAZZA NEWS

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Su questo sito utilizziamo strumenti nostri o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente usati per permettere al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare statistiche di uso/navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare opportunamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo usare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti ad offrirti una esperienza migliore con noi.