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Beta-talassemia, anemia mediterranea o microcitemia: cosa si deve sapere

RUBRICA DEL SABATO SALUTE ,A CURA DI TONYAldo Filosa, Paolo Siani, Leonilde Pagano, Luciano Prossomariti, Laura Zeuli, Antonietta Di Martino Azienda Ospedaliera di rilievo nazionale A. Cardarelli, Napoli

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Che cos’è la talassemia?
Il termine talassemia (anemia mediterranea o

anemia microcitica) definisce un gruppo eterogeneo
di anemie ereditarie, causate da
un’alterazione dei geni che regolano la produzione
dell’emoglobina.
L’emoglobina è una proteina, contenuta nei
globuli rossi, che ha la funzione di trasportare
l’ossigeno alle cellule del corpo e di eliminare
l’anidride carbonica.
Nella talassemia la mancata produzione di
emoglobina normale determina una precoce
distruzione dei globuli rossi.
Come individuare il portatore sano?
Facendo gli esami ematologici di primo livello
(screening per talassemia) in Centri qualificati.
In particolare eseguendo:
 l’emocromo
 il dosaggio Hb A2
 il dosaggioHb F
 la ricerca delle emoglobine anomale
 le resistenze osmotiche
 la sideremia
 la ferritinemia.
In tal modo si può svelare lo stato di portatore
sano di talassemia.
Essere portatore sano significa che uno dei
due geni che controllano la produzione dell’emoglobina
è difettoso; poiché, però, l’altro
gene funziona bene, il portatore è una persona
sana.
In caso di matrimonio?
Quando un figlio viene concepito, riceve i
geni da ciascuno dei due genitori: se i genitori
sono entrambi portatori di talassemia (coppia
a rischio), può ricevere da ciascuno di
loro o il gene normale o quello difettoso
(vedi figura).
• Se il figlio riceve i geni normali sarà normale
(omino bianco; 25% di probabilità).
• Se riceve un gene normale e uno difettoso,
sarà un portatore sano come i genitori
(omino metà rosso e metà bianco; 50% di
probabilità).
• Se riceve tutti e due i geni difettosi (omino
rosso), avrà la talassemia perché non sarà
capace di produrre emoglobina normale
per i suoi globuli rossi (25% di probabilità).
È perciò importante che, in caso di sospetto,
ognuno faccia gli esami di screening per
conoscere se è un portatore sano di talassemia.
Cosa fare in caso di gravidanza in una
coppia a rischio?
Se due portatori decidono di avere un figlio,
devono sottoporsi alle indagini di secondo
livello:
– estrazione del DNA
– analisi delle mutazioni del DNA
Gli esami sono indispensabili per identificare
il proprio difetto molecolare che potrebbe
essere trasmesso al figlio, e per ricevere l’indicazione
alla diagnosi prenatale mediante
una consulenza genetica. La diagnosi prenatale
si effettua tra la 10ª-12ª settimana di gestazione
con esame del DNA sui villi coriali.
Talassemia major: quali i sintomi?
I primi segni della malattia compaiono generalmente
nel primo anno di vita. Il bambino
presenta problemi di crescita, lievi deformazioni
ossee e un aumento del volume del
fegato e della milza.
Come si cura la talassemia?
Il bambino viene sottoposto periodicamente a
trasfusioni di sangue, che però col tempo
determinano un accumulo di ferro nell’organismo.
Che problemi dà l’accumulo di ferro?
 Cardiaci (cardiomiopatia, scompenso cardiaco,
aritmie)
 Epatici (fibrosi, cirrosi, epatocarcinoma)
 Endocrini (assenza dello sviluppo puberale,
ipotiroidismo, diabete, ipoparatiroidismo).
Come evitarli?
Prendendo delle medicine che favoriscono
l’eliminazione del ferro (chelanti)
– DESFERAL: soluzione iniettata sottocute
con un microinfusore per 10-12 ore al giorno.
– FERRIPROX: compresse da assumere 3
volte al giorno.
Con queste cure i bambini malati possono
diventare adulti, lavorare, sposarsi e avere
figli.
Esiste una cura definitiva?
Esiste. È il trapianto di midollo osseo, possibile
però:
– o quando è disponibile un donatore consanguineo
compatibile (fratello o sorella),
– o legato alla possibilità di trovare un donatore
compatibile non consanguineo dalla
banca internazionale di donatori di midollo
osseo.
Il trapianto comporta un basso rischio di
rigetto o di morte.
Quali prospettive future?
La possibilità di utilizzare nel prossimo futuro
nuovi chelanti orali, tra i quali una nuova
molecola, attualmente in fase di registrazione,
che può essere assunta con estrema facilità
(sciolta in acqua) una volta al giorno.
La terapia genica che potrà consentire di trapiantare
nei pazienti talassemici cellule staminali,
“corrette” geneticamente, in grado di
produrre emoglobina normale.
A chi rivolgersi?
 Al pediatra ospedaliero e/o di famiglia per
l’invio presso i Centri Qualificati
 Alle Associazioni regionali dei talassemici Appuntamento ogni sabato con Tony da radio piazza salute

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