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BIMBO MASSACRATO A CARDITO, SERVIZI SOCIALI SOTTO ACCUSA.

Eppure questo bambino aveva  lividi su tutto il corpo, risalenti a un periodo precedente a quello della tragedia . Di questa cruda verità, era a conoscenza la scuola frequentata dal bimbo e i servizi sociali del Comune. Il sindaco dice: “non potevamo fare niente” , nonostante tutti sapessero delle condizioni precarie del piccolo Giuseppe. Pensate che la furia omicida del padre sia scattata perché il bambino, saltando con la sorellina sul letto, avrebbe rotto la spalliera. “Ci ha picchiati con un bastone” ha detto la sorellina, anche lei massacrata da quell’uomo bruto, compagno da due anni della madre. La bimba è stata ricoverata con tumefazioni sul volto e sul corpo al Santobono di Napoli.
Complice di questa tragedia, anche la madre, che non ha opposto nessuna forma di resistenza alla violenza del compagno. Secondo le testimonianze degli abitanti del paese,  bambini venivano picchiati anche per strada. Gente omertosa che, solo  dopo la tragedia, reagisce all’ennesimo infanticidio avvenuto in un territorio ormai degradato. La mente ci riporta alla tragica vicenda della piccola Fortuna Loffredo, la bambina del Parco Verde di Caivano, vittima di un pedofilo che la scaraventò da un palazzo in quanto lei si rifiutava di subire l’ennesima violenza. Anche questo bruto era ben conosciuto nel quartiere.  Fino al giorno prima della tragedia, gli abitanti del quartiere non hanno segnalato nulla alle forze dell’ordine, forse per omertà, paura o semplice indifferenza. Tornando alla tragedia di CARDITO, si apprende che la madre del piccolo Giuseppe era una donna pia, frequentava la parrocchia, eppure nemmeno la parrocchia e il parroco erano a conoscenza di questa situazione familiare . Il Comune sapeva, ma secondo il sindaco non c’erano le condizioni per intervenire. Ma forse la realtà è un’altra; questi bambini dovrebbero essere affidati a case famiglia le quali costerebbero troppo ai Comuni in termini di bilancio. L’unico auspicio è che i servizi sociali dei Comuni tornino a funzionare meglio con indagini più capillari sul territorio e ad intervenire prima con provvedimenti drastici invece di emettere lacrime di coccodrillo solo dopo le tragedie.

Nicola Valeri

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